Signorini passa all’attacco: diffida ai social contro Corona
La tensione tra Alfonso Signorini e Fabrizio Corona si trasforma in una vera e propria battaglia legale. Nelle ultime ore, gli avvocati del direttore di Chi e conduttore del Grande Fratello hanno inviato una diffida formale ai principali social network, tra cui Meta (Facebook e Instagram), TikTok e YouTube, chiedendo il blocco immediato di tutti i contenuti pubblicati da Corona e dalla pagina satirica Falsissimo.
Accuse di diffamazione e danni d’immagine
Al centro della questione ci sono numerosi post e video ritenuti diffamatori, che avrebbero danneggiato la reputazione di Signorini con insinuazioni e notizie non verificate. I legali parlano di una strategia mediatica mirata a colpire l’immagine pubblica del giornalista, aggravata dalla rapidità con cui i contenuti si diffondono sulle piattaforme.
Le richieste degli avvocati sono chiare: rimozione totale dei contenuti già pubblicati e blocco preventivo di futuri caricamenti da parte di Corona e Falsissimo, pena una causa per danni da milioni di euro.
I giganti del web nel mirino della causa
Non solo Corona: il bersaglio della possibile causa sono proprio i colossi del web, accusati di non aver adottato misure sufficienti per fermare la circolazione di contenuti lesivi. Facebook, Instagram, TikTok e YouTube potrebbero essere citati in giudizio in quanto responsabili indiretti della diffusione di materiale offensivo.
I legali fanno leva sul principio secondo cui le piattaforme devono intervenire attivamente quando ricevono segnalazioni formali e documentate di contenuti dannosi. In questo caso, la mancata rimozione potrebbe configurare una responsabilità giuridica a livello civile.
Fabrizio Corona e Falsissimo nel mirino
Il profilo Falsissimo — noto per i contenuti ironici e provocatori — è stato equiparato dagli avvocati a un mezzo di “diffusione sistematica di fake news”, mentre Fabrizio Corona è accusato di aver costruito una vera e propria “campagna d’odio e discredito” nei confronti di Signorini.
Corona, dal canto suo, ha già risposto in modo provocatorio via social, annunciando nuove rivelazioni. Tuttavia, il rischio concreto è che le piattaforme possano limitare o sospendere i suoi account in seguito alla pressione legale.
Un precedente che può cambiare le regole
Questa vicenda potrebbe aprire un precedente importante sul fronte della gestione dei contenuti online e della responsabilità delle piattaforme. La richiesta di Signorini non riguarda solo la tutela personale, ma solleva interrogativi più ampi sul ruolo degli algoritmi, della moderazione e della libertà di espressione nel contesto digitale.