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3 Maggio 2020
16:00

SodaStream scende in campo contro la plastica monouso: via 67 miliardi di bottiglie entro il 2025

In occasione della giornata della Terra, l’azienda israeliana ha annunciato un ambizioso piano che prevede l'abbandono delle bottiglie di plastica contenenti i preparati per produrre bevande in casa. Al loro posto arrivano contenitori in metallo riciclabili al 100%.

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SodaStream scende in campo contro la plastica monouso: via 67 miliardi di bottiglie entro il 2025
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Rivoluzione in casa SodaStream. Il problema dell'inquinamento marino legato a uno scorretto smaltimento dei rifiuti plastici (il cosiddetto marine litter) è ormai sotto gli occhi di tutti. Anche l'azienda israeliana di acqua e di bibite gassate, che attualmente fa parte del gruppo PepsiCo, ha dunque deciso di dare il suo contributo per cercare quanto meno di ridurre il potenziale impatto sull'ambiente dei suoi prodotti.

Come? Rinunciando ai contenitori di plastica per i suoi concentrati che servono a produrre le bevande in casa. Al loro posto verranno impiegate solo bottiglie in metallo, completamente riciclabili. Con questa mossa i vertici della società prevedono di risparmiare sulla produzione di oltre 200 milioni di imballaggi di plastica monouso nei prossimi 5 anni.

Ma l'obiettivo è ancora più ambizioso ed è quello di eliminare 67 miliardi di bottiglie di plastica monouso entro il 2025 in tutto il mondo attraverso la diffusione degli strumenti per creare acqua frizzante e bibite gassate in casa. L'annuncio è stato reso pubblico non a caso il 22 aprile, giornata della Terra. Allo stesso tempo SodaStream ha diffuso un video in cui ribadisce il suo impegno ecologista e sottolinea l'importanza di prendersi cura del pianeta, l'unica nostra casa a disposizione. Secondo le stime effettuate dall'azienda israeliana, nel solo 2019 SodaStream avrebbe contribuito ad evitare l’utilizzo di 5 miliardi di bottiglie di plastica monouso.

Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un pianoforte. E da musicista la parola d’ordine non può che essere una: armonia. Con se stessi, con gli altri, con la natura. Sarà la giovane età, sarà che sono nato in una delle città più inquinate d’Italia, il rispetto per l’ambiente che ci circonda è diventata la stella polare che orienta le mie scelte, dalla spesa che privilegia il più possibile prodotti a filiera corta all’attenzione maniacale quando si fa la raccolta differenziata. Considero un’autentica vocazione poter condividere e trasmettere una filosofia di vita che abbia al centro la sostenibilità e la ricerca del benessere. Nel giornalismo ho trovato il mezzo ideale.