Soulwaves, come promuovere l’ecologia nel mondo della moda

Un brand veneto nato dall’idea di tre ragazzi sta cercando di aggiungere una nuova dimensione del fashion sostenibile: la comunicazione ambientale. Senza rinunciare all’estetica.
Gianluca Cedolin 25 Agosto 2020

Soulwaves nasce come brand di moda slow ed ecologico nell'ottobre del 2019, ma si evolve in continuazione insieme ai suoi tre fondatori, una ragazza e due ragazzi veneti con in comune il desiderio di contribuire nella lotta contro la crisi climatica e l'inquinamento. Ogni giorno Serena, David e Alessandro cercano nuove soluzioni per rendere sostenibile al cento per cento tutta la filiera delle loro t-shirt: dal materiale con cui vengono prodotte, cotone ecologico, al packaging con cui vengono distribuite, creato da un'artigiana veneziana dal recupero di vecchie vele e kytesurf, altrimenti difficili da riciclare o smaltire.

Messaggi da indossare

Quelle prodotte da Soulwaves, un nome che evoca il mare e la sua anima da proteggere e preservare, sono magliette dal duplice valore ambientale: "Siamo un brand ecologico nella scelta del materiale e della produzione – racconta Serena Casellato, 25enne studentessa di design della comunicazione che scrive per un magazine di Milano – ma anche nella comunicazione: con le nostre illustrazioni abbiamo associato un messaggio anche visivo alle magliette e alle felpe, per sensibilizzare le persone". I disegni, minimal ed eleganti, evocano problemi ambientali del nostro tempo, dalla deforestazione (la serie Wooden deer) ai rifiuti nel mare (Plastic jellyfish): "I nostri prodotti sono un messaggio da indossare".

Filiera corta

In un periodo segnato dalla rivoluzione del fast fashion, in cui alcuni brand creano anche 24 collezioni all'anno, la moda causa il 10% delle emissioni di gas serra totali e l'85% dei tessuti finisce nei rifiuti ogni anno, Soulwaves vuole dare un nuovo valore a un capo d'abbigliamento semplice come la t-shirt, attraverso il messaggio che veicola e la filiera che la produce. Il cotone organico viene lavorato da un'azienda trevigiana che impiega energie rinnovabili, il packaging come detto viene creato da un'artigiana di Venezia: tutto vicino a casa dei ragazzi, che vengono dal litorale tra Jesolo e Treporti, quasi a chilometro zero, per ridurre al minimo le emissioni e l'impatto ambientale.

Per quanto riguarda le spedizioni, uno dei punti delicati, visto che distribuire un prodotto in giro per l'Italia comporta quasi sempre l'utilizzo di combustibili fossili, Serena, David e Alessandro sono da poco entrati i contatto con la start-up italiana Whataeco, che si occupa della vendita e del trasporto di prodotti eco-friendly, come le t-shirt di Soulwaves. Un progetto, quello di Whataeco, al cento per cento sostenibile, "dall’hosting del sito, alla filiera dei prodotti, fino agli imballaggi e alla logistica di dropshipping carbon neutral", come si legge sul sito della start-up. "Non siamo ancora un'azienda vera e propria, ma in futuro ci piacerebbe avere dei macchinari per lavorare noi stessi il materiale, nylon riciclato (econyl) o cotone ecologico, e poi produrre le magliette – ammette David Catenacci, che ha 29 anni e lavora in Toscana come responsabile del ricevimento per una nota catena di alberghi -. Con il tempo ci stiamo adattando per rendere la nostra visione totalmente sostenibile".

Trasmettere il cambiamento

Contribuire alla rivoluzione green significa anche coinvolgere altre persone: "Ogni volta che lavoriamo con altri progetti, cerchiamo di portare con noi un cambiamento. Se creiamo le divise per un bar, chiediamo loro di eliminare le cannucce, o di rinunciare alla plastica monouso", spiega David. Un modo per generare un circolo virtuoso. E poi ci sono le collaborazioni con associazioni che hanno a cuore la cura dell'ambiente: l'ultima, con Marevivo onlus, da trentacinque anni in prima linea per la tutela del mare, prevede una donazione di parte del ricavato dalla vendita delle magliette.

Palloncini e sensibilizzazione

In occasione dell'accordo con Marevivo, Alessandro Enzo, 28enne artista autore di molte serie di disegni su tematiche ambientali, ha creato l'illustrazione Protect oceans, in cui una balena viene sollevata da un palloncino. Un'immagine paradossale e dai molti significati, che fa capire quanto un oggetto tanto leggero e piccolo possa influire sulla vita di un gigantesco essere vivente: "La plastica morbida che finisce nell'ambiente, come quella dei palloncini, aumenta di 30 volte il rischio di morte in un animale che la ingerisce, rispetto alla plastica normale. L'80 per cento dei rifiuti ingeriti dalle tartarughe marine sono palloncini", illustra Serena, secondo cui "esiste ancora molta disinformazione, le persone credono di essere sensibilizzate, ma non lo sono: bisogna comunicare".

Le illustrazioni

Proprio per questo desiderio di comunicare, al processo creativo delle campagne e delle illustrazioni partecipano tutti e tre i ragazzi: "Partiamo da un problema ambientale, lo analizziamo e ideiamo una storia da raccontare", dice David, a cui fa eco Alessandro: "Iniziamo sempre con un brainstorming collettivo, per far emergere tutti i fattori che vogliamo rappresentare, come l'aspetto grafico ed estetico o il significato. E ogni immagine ha vari livelli: in Protect oceans, per esempio, le corde che reggono la balena sono un richiamo al problema della caccia alle balene. Mentre l'orso della serie Melted bear ho scelto di scomporlo in pezzi di ghiaccio per porre l'accento sullo scioglimento dei ghiacciai generato dalla crisi climatica".

Valori profondi

Ma come sopravvive un progetto giovane e attento all'ambiente nel cannibalesco universo della moda usa e getta? "Devi differenziarti, innanzitutto – dice David -. Oggi ci sono anche brand di lusso che stanno adottando soluzioni sostenibili, ma noi ci differenziamo per la comunicazione che aggiungiamo con i disegni: la moda deve trovare la chiave non solo per essere eco-friendly, ma per attuare azioni concrete". Un altro ingrediente fondamentale, per il 29enne co-fondatore di Soulwaves, sono dei "valori profondi: ogni singolo componente del team dev'essere sensibile alle tematiche ambientali, avere un'etica che ci spinga a essere altruisti". Si tratta di fare la propria parte, anche in piccolo, con scelte consapevoli, come quella di preferire una maglietta ecologica e orientata a un futuro sostenibile rispetto alla solita t-shirt prodotta dal fast fashion. Preferire una maglietta di Soulwaves.