Spreco alimentare: i consigli per una spesa consapevole e senza errori

Si celebra oggi la Giornata contro lo spreco alimentare. Anche tu nella tua vita quotidiana puoi fare qualcosa per evitare di buttare alimenti e avanzi di cibo. C’è infatti un modo per fare la spesa cercando di ridurre lo spreco alimentare. Basta rispettare l’orario (proprio così), non fare enormi scorte per la famiglia, ma comprare tutto un po’ per volta, scegliere produttori locali e acquistare poche confezioni industriali. Tu ci riusciresti?
Gaia Cortese 5 febbraio 2019

Per ogni cittadino europeo si producono circa 840 kg di cibo all'anno. Di questi 560 kg li mangiamo. E gli altri 280? Poco meno di 200 kg vengono sprecati addirittura prima di arrivare al consumatore finale: nei campi, nelle aziende di trasformazione, nei supermercati. I restanti 95 kg circa li acquistiamo noi, per poi buttarli nella spazzatura. Se questa è la fotografia della nostra società in tema di spreco alimentare (e lo è), allora è davvero necessario correre ai ripari e provare a smettere di sprecare. Cambiare stile di vita può aiutare a risparmiare e contribuisce a inquinare di meno. Non è un'impresa impossibile, basta seguire alcune raccomandazioni.

Fai una lista della spesa

Avresti mai immaginato che potesse esserci un orario più idoneo per fare la spesa rispetto a un altro? Se puoi, falla nel primo pomeriggio e, in ogni caso, falla a stomaco pieno. Non c'è niente di più sconsigliato che fare la spesa quando si ha un po' di fame. Il rischio? Che nel carrello della spesa entrino un sacco di alimenti "sfiziosi", ma poco sani e nutrienti. Altra raccomandazione, sempre per lo stesso motivo, è quella di non comprare nulla che non compaia sulla lista. Nell'elenco delle cose da comprare, infatti, andrebbero scritti solo gli ingredienti o gli alimenti strettamente necessari, senza finire per far scorta di merendine, biscotti, vaschette di gelato o bevande gassate.

No allo spesone

Per molti lo spesone è sinonimo di "risparmio": confezioni famiglia, offerte 3×2, pacchi maxi risparmio. Il problema è che si può rischiare di acquistare troppo e che parte degli acquisti finisca inevitabilmente nella spazzatura. Comprare per esempio tre confezioni di ricotta al prezzo di due, non avrà molto senso se non siamo più che convinti di consumarle tutte e tre. Oltretutto anche buttarne via solo una, significherebbe non aver goduto di alcuna promozione, giusto?

Preferisci i produttori locali

Frutta e verdura tirate a lucido, nessuna ammaccatura e per la stessa varietà, frutti straordinariamente delle stesse dimensioni. Così belli da sembrare finti. Questo è ciò che puoi trovare in un supermercato. Se invece ti rivolgi a degli agricoltori locali, ti accorgerai di come difficilmente troverai chi butta via anche solo una zucchina perché non è bella come le altre. I produttori locali vendono i loro prodotti nei mercati o nei tanti sistemi di vendita diretta, senza buttare via le zucchine fuori standard, che tradotto significa: niente sprechi.

Meglio un agricoltore sostenibile

Perché scegliere agricoltori sostenibili? Perché chi produce in modo sostenibile usa meno acqua, meno risorse e meno carburanti fossili, insomma, fa il possibile per non inquinare attraverso la chimica di sintesi. Scegliere una produzione che riduce o addirittura non utilizza pesticidi e altri prodotti chimici, significa non contribuire all'inquinamento di origine agricola, causato da un uso eccessivo e scorretto di fertilizzanti e pesticidi.

Più ingredienti, meno trasformati

Saresti in grado di fare una spesa evitando il più possibile gli alimenti confezionati preferendo l'acquisto di soli ingredienti? Forse non ci hai mai fatto casa, ma al rientro a casa, già durante la preparazione del pranzo o della cena, la quantità di rifiuti prodotta è fin troppo evidente. E non mi riferisco agli scarti dell'umido. Tra vaschette di plastica, contenitori e sacchetti, il sacchetto della spazzatura è già pieno prima di aver consumato quello che abbiamo acquistato. Ma forse, con un po' più di attenzione, si potrebbe trovare una soluzione anche a questo.

Fonte | Slow Food