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16 Settembre 2019
13:00

Stop agli allevamenti in gabbia: la petizione supera un milione e mezzo di firme

Lo scorso 11 settembre si è chiusa l'iniziativa "End the Cage Age", lanciata dall'organizzazione Compassion in World Farming, che ha raccolto in un anno più di 1,6 milioni di firme in 21 paesi dell'Unione Europea. Adesso la palla passa alla Commissione Europea che è tenuta a discutere la proposta entro 3 mesi dalla consegna delle firme.

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Stop agli allevamenti in gabbia: la petizione supera un milione e mezzo di firme
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Un segnale forte che adesso si spera venga ascoltato dalle istituzioni dell'Unione Europea. "End the Cage Age" è infatti la più grande petizione europea per la protezione degli animali negli allevamenti. La raccolta firme si è chiusa alle 23:59 dello scorso 11 settembre, ma i numeri sono comunque importanti: più di 1,6 milioni di firme raccolte in 21 paesi membri dell'Ue nell'arco di un anno. Lo scopo dell'iniziativa? Mettere la parola fine all'utilizzo delle gabbie negli allevamenti europei.

La petizione è stata lanciata da Compassion in World Farming (CIWF) e ha incassato l'adesione di oltre 170 Ong, di cui 20 italiane: Animal Law, Animal aid, Animal Equality, CIWF Italia Onlus, Lega Nazionale Difesa del Cane, Legambiente, Amici della Terra, Il Fatto Alimentare, Terra Nuova, Slow Food, Confconsumatori, Lega per l'abolizione della caccia, Jane Goodall Institute, Terra! Onlus, Animalisti Italiani, ENPA, LAV, Partito animalista, LEIDAA, OIPA, LUMEN.

Si stima che siano oltre 300 milioni gli animali (suini, bovini, conigli, galline, oche) allevati in gabbia sul territorio europeo. Per gli animalisti le gabbie rappresentano un metodo crudele e non necessario, dal momento che le bestie sono spesso costrette a vivere in condizioni di sovraffollamento o comunque non sono in grado di muoversi liberamente. Le firme sono ora in corso di validazione, dopo di che la Commissione Europea, guidata dalla neopresidente Ursula von der Leyen, dovrà discutere l'argomento proposto dalla petizione entro 3 mesi dalla consegna delle firme. Gli organizzatori avranno inoltre il diritto di presentare la loro iniziativa in un'audizione pubblica al Parlamento europeo.

Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un pianoforte. E da musicista la parola d’ordine non può che essere una: armonia. Con se stessi, con gli altri, con la natura. Sarà la giovane età, sarà che sono nato in una delle città più inquinate d’Italia, il rispetto per l’ambiente che ci circonda è diventata la stella polare che orienta le mie scelte, dalla spesa che privilegia il più possibile prodotti a filiera corta all’attenzione maniacale quando si fa la raccolta differenziata. Considero un’autentica vocazione poter condividere e trasmettere una filosofia di vita che abbia al centro la sostenibilità e la ricerca del benessere. Nel giornalismo ho trovato il mezzo ideale.