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3 Giugno 2020
14:00

Strage di elefanti in Etiopia: uccisi in un solo giorno otto esemplari dai bracconieri

A comunicare la notizia sono state le autorità del parco nazionale di Mago. I bracconieri hanno ucciso gli animali e hanno estratto via le zanne. La domanda di avorio, in particolare sui mercati asiatici, alimenta il bracconaggio da anni (e sta portando all'estinzione gli elefanti africani); ma un episodio così grave non si era mai verificato.

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Strage di elefanti in Etiopia: uccisi in un solo giorno otto esemplari dai bracconieri
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La pandemia dovuta al coronavirus SARS-CoV-2 non ferma il bracconaggio in Africa. La notizia che arriva dall'Etiopia è a dir poco raccapricciante. Tra il 31 maggio e il 1 giugno otto elefanti sono stati trovati morti non lontano dall'area del parco nazionale di Mago, a sud del Paese: gli animali si erano allontanati per abbeverarsi. Non ci sono dubbi, è opera di spietati bracconieri, che hanno poi estratto dagli elefanti uccisi le zanne da cui si ricava l'avorio. I guardiani del parco hanno definito l'episodio un autentico "massacro". L'anno scorso erano state documentate dalle autorità locali 10 uccisioni di in totale, e invece adesso si contano otto vittime nell'arco di sole 24 ore.

I colpevoli non sono stati ancora trovati e si sospetta che l'avorio prelevato dagli elefanti sia destinato per i mercati asiatici. Oltre a mettere molta tristezza, la vicenda è veramente grave se consideri che la popolazione di elefanti africani è in forte declino. Il bracconaggio è tra le principali cause che sta portando questa specie sull'orlo dell'estinzione. Ricordiamo che in Etiopia vivevano oltre 10 mila elefanti negli anni Settanta, ma la caccia illegale e la perdita di habitat hanno portato a una riduzione significativa del numero di esemplari: oggi nel Paese dell'Africa orientale se ne contano tra i 2.500 e i 3 mila.

Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un pianoforte. E da musicista la parola d’ordine non può che essere una: armonia. Con se stessi, con gli altri, con la natura. Sarà la giovane età, sarà che sono nato in una delle città più inquinate d’Italia, il rispetto per l’ambiente che ci circonda è diventata la stella polare che orienta le mie scelte, dalla spesa che privilegia il più possibile prodotti a filiera corta all’attenzione maniacale quando si fa la raccolta differenziata. Considero un’autentica vocazione poter condividere e trasmettere una filosofia di vita che abbia al centro la sostenibilità e la ricerca del benessere. Nel giornalismo ho trovato il mezzo ideale.