Strage di elefanti in Etiopia: uccisi in un solo giorno otto esemplari dai bracconieri

A comunicare la notizia sono state le autorità del parco nazionale di Mago. I bracconieri hanno ucciso gli animali e hanno estratto via le zanne. La domanda di avorio, in particolare sui mercati asiatici, alimenta il bracconaggio da anni (e sta portando all’estinzione gli elefanti africani); ma un episodio così grave non si era mai verificato.
Federico Turrisi 3 giugno 2020

La pandemia dovuta al coronavirus SARS-CoV-2 non ferma il bracconaggio in Africa. La notizia che arriva dall'Etiopia è a dir poco raccapricciante. Tra il 31 maggio e il 1 giugno otto elefanti sono stati trovati morti non lontano dall'area del parco nazionale di Mago, a sud del Paese: gli animali si erano allontanati per abbeverarsi. Non ci sono dubbi, è opera di spietati bracconieri, che hanno poi estratto dagli elefanti uccisi le zanne da cui si ricava l'avorio. I guardiani del parco hanno definito l'episodio un autentico "massacro". L'anno scorso erano state documentate dalle autorità locali 10 uccisioni di in totale, e invece adesso si contano otto vittime nell'arco di sole 24 ore.

I colpevoli non sono stati ancora trovati e si sospetta che l'avorio prelevato dagli elefanti sia destinato per i mercati asiatici. Oltre a mettere molta tristezza, la vicenda è veramente grave se consideri che la popolazione di elefanti africani è in forte declino. Il bracconaggio è tra le principali cause che sta portando questa specie sull'orlo dell'estinzione. Ricordiamo che in Etiopia vivevano oltre 10 mila elefanti negli anni Settanta, ma la caccia illegale e la perdita di habitat hanno portato a una riduzione significativa del numero di esemplari: oggi nel Paese dell'Africa orientale se ne contano tra i 2.500 e i 3 mila.