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27 Agosto 2020
14:30

Tagli e incendi non devastano solo l’Amazzonia: l’aria tossica sta danneggiando anche la salute di migliaia di persone

Con la presidenza Bolsonaro le attività di deforestazione non si sono arrestate, anzi. Fuochi e roghi che vengono poi appiccati per appianare i terreni e renderli adatti all'agricoltura e all'allevamento stanno alzando i livelli di inquinamento rendendo l'aria irrespirabile e tossica al punto che, secondo le stime, nel 2019 sarebbero stati oltre 2000 i ricoveri di neonati e anziani per malattie respiratorie gravi.

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Tagli e incendi non devastano solo l’Amazzonia: l’aria tossica sta danneggiando anche la salute di migliaia di persone
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Aria insopportabile. Provano a edulcorarla così, nel titolo, anche se in realtà il termine giusto lo trovi dentro al report, dopo poche righe: avvelenata. Un’aria tossica dovuta agli incendi che stanno devastando l’Amazzonia, roghi neri causati per lo più dalle deforestazioni che avrebbero portato l’inquinamento atmosferico a un livello così alto da aver provocato oltre 2000 ricoveri per malattie respiratorie, soprattutto in neonati e anziani. È l’allarme lanciato dall'Amazzonia Environmental Research Institute e lo Human Rights Watch che rimarcano come con l’amministrazione Bolsonaro la deforestazione in Amazzonia sia aumentata dell'85% durante il primo anno per continuare a un ritmo serratissimo anche nel secondo. E le stime fatte, purtroppo, sono “prudenti”.

Tagli e fumo

L’equazione “brasiliana”, purtroppo, è presto fatta. Le deforestazioni in Amazzonia non si fermano e anzi, secondo le stime riportate dalle due organizzazioni che ti ho anticipato prima, sarebbero addirittura aumentate quasi del 90% durante il primo anno del presidente Jair Bolsonaro. Gli incendi nella foresta pluviale non si originano dal nulla, ma sono deliberatamente appiccati da chi sradica e abbatte alberi, e spesso pure illegalmente, a fini commerciali per preparare poi i campi all’agricoltura, all’allevamento o altre attività.

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Non si respira

Qual è il risultato di tutto ciò? Secondo l’Amazzonia Environmental Research Institute il fumo provocato da questi incendi sarebbe assai ricco di particolato fine, un inquinante responsabile di diverse malattie respiratorie, cardiovascolari e anche di morti premature. Per colpa di quest’aria irrespirabile, nel 2019, ci sarebbero stati circa 2.195 ricoveri per malattie respiratorie e quasi 500 di questi sarebbero stati bambini sotto l’anno di vita mentre più di 1000 sarebbero stati over60: le loro degenze, inoltre, sarebbero durate in media 3 giorni, per un totale di quasi 7000 giorni passati negli ospedali. Ma l'impatto degli incendi sarebbe andato anche oltre i ricoveri poiché molti non sarebbero stati in grado di accedere a strutture sanitarie.

Le due organizzazioni citano altri terribili numeri. Nell’agosto 2019 quasi 3 milioni di persone in 90 comuni della regione amazzonica sarebbero stati esposti a livelli di inquinamento oltre la soglia raccomandata dall'Organizzazione mondiale della sanità: a settembre il numero sarebbe salito fino a 4,5 milioni.

Giornalista fin dalla prima volta che ho dovuto rispondere alla domanda “Cosa vuoi fare da grande”. Sulla carta, sono pubblicista dal 2014, prima ho studiato Lettere a Milano e Comunicazione della Scienza alla Sissa di Trieste, in mezzo ho imparato a correre maratone.  Ho una sola regola, credere nel rispetto di me stesso, degli altri e dell'ambiente in cui ci ritroviamo. E cerco di farlo con il sorriso, sempre. Durante le mie giornate cerco di star dietro alla curiosità galoppante che mi porta a spulciare tra le pagine di scienza e a curiosare tra le novità al cinema, a scartabellare dati e a leggere pigne di libri. È un lavoro difficile ma divertente e soprattutto lungo. Perché si sa, in ognuno di noi c’è sempre una nuova frontiera da scoprire.