Tante proprietà, ma anche controindicazioni: cosa sapere dell’ippocastano, l’albero della “castagna matta”

Le proprietà dell’ippocastano sono tutte attribuibili all’escina, una sostanza che tuttavia presenta non poche controindicazioni. Ad ogni modo, l’ippocastano è un albero di incredibile bellezza, alto e protettivo, che non necessita di particolari cure, ma cresce bene in ogni tipo di terreno.
Gaia Cortese 31 Ottobre 2021

Alto, maestoso, imperante. L'ippocastano è un albero che può superare i 30 metri di altezza, ha una chioma bellissima e fiori e frutti che ne completano la bellezza. Si tratta di un albero facile da coltivare e che si trova prevalentemente in collina e in montagna a basse quote. Può esserti capitato sentire di proprietà benefiche per la salute attribuite a questa pianta: sono principalmente dovute all'escina, una sostanza che viene ricavata dai semi, dalla corteccia e dalle foglie dell'albero.

Cosa sapere dell'ippocastano

La pianta

Appartenente alla famiglia delle Ippocastanaceae, e noto anche come Castagno d’india, l’ippocastano (Aesculus hippocastanum) è un albero maestoso che cresce particolarmente in collina e in montagna fino a mille metri di altitudine. È un albero che si caratterizza per la sua armonia: nonostante sia molto alto, presenta dei fiori che per la loro grandezza, si sposano benissimo con fusto e chiome. Il tronco ha una corteccia di colore grigio scuro, le foglie sono di un colore verde brillante, i fiori sono bianchi riuniti in pannocchie rosa, mentre il frutto dell’albero è una sorta di capsula spinosa che contiene grossi semi, in tutto simile alla castagna.

Proprietà

Le proprietà benefiche dell’ippocastano, che pare si concentrino nella cura delle emorroidi, dipendono dal suo contenuto di escina, un composto vegetale che viene ricavato proprio dalla miscela delle saponine contenute nei semi, nella corteccia e nelle foglie dell’albero.

Sembra che l’escina contribuisca ad aumentare la resistenza e a diminuire la permeabilità dei capillari: per questo motivo la suddetta sostanza viene impiegata per il trattamento di edemi, come vene varicose, ematomi, contusioni, e anche emorroidi. Dal momento che l’escina è in grado di aumentare la tonicità delle pareti dei vasi e favorire la contrattilità delle vene, può anche aiutare a ridurre il ristagno di sangue nelle gambe e ad alleviarne il gonfiore. Va tuttavia sottolineato che attualmente non risulta alcun claim autorizzato dall’Efsa (Autorità europea per la sicurezza alimentare) specifico per prodotti a base di escina.

Coltivazione

Fioritura

L’ippocastano fiorisce in primavera nei mesi tra aprile e maggio.

Esposizione

Se predilige i luoghi dove il sole è presente per molte ore al giorno e anche un clima caldo e umido, l'ippocastano non tollera le temperature troppo basse, la salinità (difficile trovarlo in ambienti costieri) e l’inquinamento atmosferico.

Terreno e concime

Questo albero elegantissimo cresce bene in qualunque tipo di terreno, purché sia ricco di sostanze organiche e ben drenato. Per quanto riguarda la concimazione, ogni anno, nel periodo autunnale, occorre somministrare alla base dell’albero un concime organico.

Innaffiature

Se l'ippocastano è un esemplare giovane deve essere innaffiato regolarmente una volta al mese; diversamente, se si tratta di un esemplare adulto, le precipitazioni possono essere più che sufficienti.

Parassiti e malattie

L'ippocastano teme l’attacco delle cocciniglie e degli afidi. Tra le malattie a cui è più soggetto, compare sicuramente l’antracnosi, che provoca il disseccamento delle foglie. Negli ultimi anni, l’ippocastano ha anche sofferto delle infestazioni da parte delle larve della Cameraria, un piccolo lepidottero proveniente dall’Est europeo che negli anni Novanta si è diffuso in tutto il Nord Italia. Se l’ippocastano infestato non viene trattato tempestivamente, rischia di morire in breve tempo.

Controindicazioni

Il frutto dell’ippocastano, la cosiddetta castagna matta, non è commestibile. L'ingestione di questo frutto può, infatti, causare problemi  a carico dell'apparato gastro intestinale scatenando una vera e propria intossicazione.

Secondo quanto riportato dal sito di Humanitas non gli effetti collaterali più comuni sono quelli a carico dell’apparato gastrointestinale, ma esiste anche il rischio che la coagulazione del sangue possa rallentare. L’assunzione di escina, infatti, può aumentare il rischio di lividi e sanguinamento nelle persone con disturbi emorragici. L’escina inoltre può anche causare l’abbassamento della glicemia nel sangue. Ultimo, ma non meno importante, si sconsiglia l’assunzione di escina in caso di gravidanza e allattamento.