Terra cruda: non solo argilla, ma una risorsa per costruire in maniera sostenibile

Sana e anallergica, priva di esalazioni tossiche e ignifuga. Ma soprattutto sostenibile e con un bassissimo impatto ambientale. La terra cruda ha tutti i requisiti green per essere sempre più impiegata in progetti di architettura attenti alla salvaguardia dell’ambiente.
Gaia Cortese 20 maggio 2019

A prima vista, osservandoli nel processo di essicazione all’aria, sembrano quasi dei lingotti d’oro. In verità sono mattoni di semplice argilla ma, quello sì, dal valore quasi inestimabile nell’ambito di un’architettura più sostenibile. Utilizzata fin dai tempi più antichi (a partire dal IX secolo a.C. in Sardegna per mano dei Fenici), oggi la terra cruda è un materiale decisamente contemporaneo e, in termini di sostenibilità, certamente all’avanguardia. La terra cruda è un calcestruzzo composto da diversi materiali come ghiaia, sabbia, limo, a cui viene aggiunta l’argilla con la funzione di legante.

Non solo è riciclabile al 100%, ma tra i principali materiali di costruzione la terra cruda è quello con il più basso impatto ambientale nel suo processo di produzione; questo perché per la sua realizzazione non viene utilizzato alcun processo termico, viene semplicemente lasciata a essiccare all’aria, senza bisogno di cottura. È un materiale sano e anallergico, privo di esalazioni tossiche. È anche ignifugo e assorbe suoni e odori. Per realizzare mattoni, intonaci, rivestimenti in terra cruda basta aggiungere acqua all’argilla e ai materiali provenienti da vari tipi di terreno; in questo modo si ottengono diverse qualità di terra che possono essere funzionali per gli scopi più differenti. Quest’acqua, utilizzata per l’impasto dei mattoni, viene restituita all’ambiente durante l’essicazione all’aria e il ciclo produttivo arriva a consumare fino al 60% in meno rispetto a un più comune laterizio in cotto.

Una casa in terra cruda è un sistema ad alta prestazione energetica. Le murature spesse e le caratteristiche proprie della terra garantiscono un ottimo microclima durante l’estate (non c'è bisogno di installare un impianto di condizionamento!), mentre in inverno la casa deve essere riscaldata leggermente. Il calore prodotto sarà assorbito dalle mura e verrà rilasciato gradatamente nell’ambiente, permettendo un risparmio energetico importante.

Una residenza contemporanea progettata dall’architetto Angels Castellamau Visus ad Ayerbe, Spagna. Credits: Angels Castellamau Visus.

Oggi la terra cruda viene utilizzata soprattutto per progetti di recupero, perché in Italia non esistono ancora norme specifiche che disciplinino il suo impiego come materiale di costruzione, ma le caratteristiche green e il risultato estetico ottenuto a fine lavorazione non stanno certo passando inosservati. Se all’estero, è in atto una riscoperta di questo materiale, da utilizzare per murature, pavimentazioni e coperture, in Italia, in particolare al Nord, sempre più produttori stanno mettendo sul mercato prodotti a base di terra, soprattutto elementi termo e fono isolanti, oltre a premiscelati per intonaci, interessanti per le qualità naturali certificate.

Grazie poi alla collaborazione tra la Città della Terra Cruda e la Cattedra Unitwin Unesco “Architettura in terra cruda. Culture costruttive e sviluppo sostenibile” dell’Università degli Studi di Cagliari, sono state formate decine di professionisti del settore. Dal 2016 è stato indetto poi il concorso internazionale “Terra Award”, un premio riservato alle architetture realizzate in terra cruda. Il premio, nato sotto il patrocinio dell'Unesco, ha l’obiettivo di promuovere la terra come materiale di costruzione per un habitat più ecologico e sostenibile. Nella prima edizione, su oltre 350 candidati sono stati selezionati 40 progetti, suddivisi in 9 categorie, sul tema dell’applicazione del materiale nei vari continenti, spaziando tra diverse tipologie di costruzione.

Progetto presentato al concorso internazionale "Terra Award". Credits: Edward Birch.

Fonti | Premio Terra Award, Città della Terra Cruda