Tiny houses: ecosostenibili, piccolissime e con le ruote. Saranno le case del futuro?

Alcuni le scelgono per fuggire dalla vita frenetica di una città, altri perché non possono permettersi di pagare un affitto ogni mese. Vanno dai 46 agli 8 metri quadrati e possono stabilirsi più o meno in qualsiasi luogo. Sarà un sacrificio o uno stile di vita libero?
Giulia Dallagiovanna 21 novembre 2018

Hai presente quando in alcuni negozi di mobili trovi una ricostruzione di una casa in 35 metri quadrati? Ecco, ora pensa a un'abitazione cinque volte più piccola: è dove vive Scott Brooks, un ragazzo americano che si è costruito la sua personale tiny house.

Un modo di abitare minimalista secondo alcuni, pieno di sacrifici secondo altri. Ma per buona parte delle persone che hanno scelto una casa piccolissima si è trattato di una necessità: lo stipendio e i risparmi non bastavano per pagare un mutuo, ma non si voleva rinunciare alla propria indipendenza.

Cosa sono le tiny houses

Come dice il nome, le tiny houses sono case piccolissime. Immaginati un'abitazione indipendente che, in tutto, è grande quanto un monolocale. Quando va bene.

Le dimensioni infatti variano dai 46 metri quadrati agli 8 scarsi. Possono avere un soppalco o addirittura due piani, ma quello che sicuramente manca sono le fondamenta. Queste casette infatti sono dotate di ruote e sono in grado di spostarsi.

Abitare in uno spazio così ristretto non limita solo i movimenti. Ogni mobile, oggetto ed elettrodomestico deve essere studiato ad hoc per far parte dell'abitazione. E la parola d'ordine è: irrinunciabile. Non puoi infatti decidere di inserire un tavolo o, addirittura, un cestino per l'immondizia, del quale in realtà potresti fare a meno. Per nessuna ragione può essere sacrificato dello spazio prezioso.

Divani che diventano letti, tavoli da pranzo che si ripiegano su loro stessi, mini frigoriferi e cucine un po' improvvisate. Arrivato a questo punto, il monolocale organizzato su 35 metri quadrati ti sembrerà una reggia.

Ideate per la prima volta nel 18esimo secolo, sono state sviluppate e pensate come a vere abitazioni solo nel 2013, mentre l'America (e il resto del mondo) faceva i conti con la recente crisi economica. Costruire un'abitazione del genere una costa in media solamente 25mila dollari, ma la cifra può scendere anche di parecchio se decidi di diventare tu stesso l'impresa edile.

I vantaggi di vivere in una tiny house

La prima ragione per scegliere una tiny house è, come ti dicevo prima, il prezzo. In alcuni casi, bastano 250 dollari al mese per 7 anni e l'abitazione è tua. Altro che mutuo trentennale. E una volta comprata, le spese che comporta sono davvero ridotte all'osso: ci sono pochissime tasse da pagare e il più delle volte nessuna bolletta.

E questa considerazione porta al secondo vantaggio di vivere in una casetta piccolissima, ovvero l'impatto ambientale. Sono strutture ecocompatibili, solitamente alimentate a energia solare e con wc compostabili. Inoltre, ti ritroverai a non sprecare più nulla, semplicemente perché non sarà possibile. Se lo spazio è piccolo, potrai comprare e utilizzare solo lo stretto necessario, che si tratti di cibo, oggetti per l'arredamento, luce o acqua.

A proposito dell'acqua, abitando in una tiny house, non sarai legato alla rete idrica urbana. Ti basteranno allacciamenti provvisori, un po' come quando vai in campeggio con una roulotte. E proprio come una roulotte la puoi spostare e scegliere di vivere dove più ti piace: in città, vicino a un bosco, sulle rive di un lago.

Non sono pochi quelli che vedono questo modo di abitare come una via di fuga al traffico e alla frenesia della metropoli e un modo per ritrovare l'armonia con la natura. O per restituire il giusto valore agli oggetti, scegliendo di portare con sé solo quelli veramente importanti.

Le tiny houses di emergenza

I costi così contenuti hanno dato un'idea al reverendo americano Faith Fowler: perché non utilizzarle come case per chi non può permettersi nemmeno un affitto? Così ha dato il via al progetto Tiny Homes' Iniatiative, del quale si sta occupando la Cass community social services, un'associazione di Detroit che fornisce aiuti ai più poveri.

Pagando una cifra al mese, pari a non più di un terzo del proprio stipendio, una famiglia può vivere in uno spazio ridotto, certo, ma di sua proprietà. Sì perché la somma non corrisponde a un affitto, ma a una rata del costo totale della struttura che, una volta saldato il conto, apparterrà a chi la abita. A nessuno è richiesto di spendere oltre le proprie possibilità.

La dignità di una persona o di una coppia di genitori è intatta: sono in grado di fornire una casa vera ai propri figli. Inoltre, i proprietari delle tiny houses diventano una speranza anche per i senzatetto: c'è ancora una possibilità per riscattarsi e tornare a far parte della società.

Gli svantaggi delle tiny houses

Bene, vivi in una casa che hai pagato qualche migliaio di dollari e che ha un impatto ambientale davvero ridotto. Puoi spostarla e scegliere di vivere a contatto con la natura. Però ora prova a immaginare di invitare qualche amico a cena, dove lo metti?

La mancanza di spazio è uno dei possibili svantaggi del vivere in una casetta mobile. Se siete una coppia, per quanto innamorati, potreste ritrovarvi dover lottare per trovare i vostri spazi. Per non parlare di quando si abita con dei bambini.

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E mancanza di spazio, significa anche che l'aria non circola come in un normale appartamento. Ogni volta che bruci un toast, vai al gabinetto o lasci la spazzatura nel bidone un giorno di troppo, i cattivi odori possono letteralmente invadere casa. Inoltre, gli esperti hanno fatto notare come vivere così a stretto contatto l'uno all'altro favorisca il diffondersi delle malattie e non sia per nulla rilassante: non puoi mai perdere la concentrazione, ogni movimento dev'essere calibrato sui centimetri che hai a disposizione.

Se per caso vivi in un luogo con un clima caldo, forse non ti accorgerai nemmeno di avere troppi pochi metri attorno a te. Probabilmente, trascorrerai la maggior parte del tempo all'esterno e rientrerai quasi solo per dormire. Ma ora prova a spostarti in Canada o semplicemente in zone più ventilate. Potrebbe andarti stretto organizzare la tua giornata in 30 metri quadrati.

Sarà per questo che chi ha scelto una tiny house si sente un po' parte di una grande famiglia, che si ritrova sul blog The Tiny Life, per raccontare le proprie disavventure e dare qualche consiglio pratico, come il miglior wc da scegliere.

Ma esistono anche in Italia?

Le tiny houses hanno iniziato a vedersi per la prima volta nell'Oregon, circa cinque anni fa. Ma oggi si possono trovare in diversi Paesi del mondo. In Australia, ad esempio, la Tiny Homes Foundation ha da poco portato a termine un progetto pilota con la costruzione di piccole residenze, mentre in Canada esiste il Tiny House Collective per chiedere meno restrizioni legali agli spostamenti su ruote delle casette.

Ma anche in Italia è stata accolta con entusiasmo l'idea. Pensa che addirittura Renzo Piano nel 2013 ha disegnato Diogene, una mini casa sostenibile che prende il nome dal filosofo greco che ha rifuggito uno stile di vita materialistico e ha scelto di abitare in una botte. Esistono anche alcune aziende che già le producono ed è nato un blog, Tiny House Italia, che raccoglie le storie di chi ha scelto questo modo di abitare e le domande più frequenti che gli vengono rivolte.

E tu vivresti mai in una tiny house?