Tornare a vivere “come una volta”: alla ricerca di nuovi abitanti per ripopolare un antico borgo toscano

Un borgo abbandonato da anni e la possibilità di farlo rivivere offrendo gratuitamente le sue abitazioni a chi desideri trasferircisi. E le richieste sono già tantissime. Anna Boschi racconta come ha fatto a salvare Brento Sanico dall’oblio.
Sara Del Dot 29 maggio 2020

Poche case in pietra serena, la stessa che si ricava dalla monte che abbraccia e protegge il paese. Ma anche una chiesa affrescata che resiste al tempo e all’oblio, una canonica, qualche stalla, alcune stradine e un’atmosfera sospesa che potrebbe essere spezzata dopo decenni di silenzio e abbandono.

Incastonato nell’Appennino tosco-emiliano più o meno dall’anno mille, Brento Sanico, che significa “protetto dalle intemperie” è un borgo medievale di quelli che oggi vengono definiti come “paesi fantasma”. Questo perché l’ultima persona che lo abitava ha lasciato quei sentieri nel 1961, destinando questo piccolo gioiello storico a un futuro di progressivo abbandono e dimenticanza. Almeno fino a oggi.

Da qualche tempo, infatti, alcune persone hanno deciso di restituire a Brento Sanico una nuova vita, andando alla ricerca di chi, oggi, desideri tornare a vivere “come una volta”, in un’esistenza scandita dai ritmi della natura e dalla calma di piccolo paese di montagna in cui il benessere si ritrova nelle gioie quotidiane fatte anche di piccole fatiche. Tutto questo, ottenendo una casa a titolo gratuito, in comodato d’uso.

“Questo Borgo è stato popolato per 900 anni da persone che vivevano sostenendosi esclusivamente di autoproduzione allevando animali, lavorando la terra, utilizzando le risorse del luogo. Essendo anche molto lontano dai centri, la gente qui viveva in modo semplice. Io vorrei che chi sceglierà di trasferirsi qui, di spostare qui la propria residenza, desiderasse vivere in questo modo. Non chiediamo soldi a nessuno proprio perché la sola cosa che vogliamo è che questo torni a essere un paese in cui per strada puoi incontrare bambini che giocano, chiocce con i loro pulcini, anziani seduti fuori dalla porta. Mi rendo conto che è un sogno. Ma è ciò che davvero vorrei per questo posto.”

A parlare è Anna Boschi, la donna che per prima ha sentito dentro di sé il bisogno di restituire valore, dignità e vita al borgo toscano di Brento Sanico. Nata in Romagna e vissuta 12 anni a Milano, quando è tornata nelle sue campagne, in qualità di guida escursionistica Anna ha iniziato a visitare l’Appennino alla costante ricerca delle sue meraviglie. Escursione dopo escursione, passeggiata dopo passeggiata, Anna ha anche scritto due libri per raccontare un mondo tutto italiano che in pochi hanno il coraggio di vedere davvero. Un giorno, nel 1998, si imbatte per la prima volta in Brento Sanico, dove rimane molto colpita dalla chiesa con le cupole e gli affreschi ben mantenuti. Quel luogo le rimarrà impresso nel cuore fino a quando non ci tornerà, molti anni dopo. È una domenica solitaria dell’ottobre del 2016 e Anna decide di tornare a far visita a quella bella chiesa. Con stupore e anche con un po’ di tristezza scopre che durante tutti gli anni trascorsi la natura ha preso completamente il sopravvento, impedendo quasi di arrivare all’entrata dell’edificio.

“La chiesa era ancora in buono stato, gli affreschi e le cupole stavano bene. Ma all’idea che quel gioiello storico potesse andare perduto mi ha preso una stretta al cuore. Così ho chiesto aiuto ad alcuni amici per almeno provare a disboscare un po’ la zona, consentendo alle persone di accedere al borgo. Dopo alcuni mesi ci siamo resi conto che dovevamo fare qualcosa in più, sistemare il luogo a livello più strutturale. Mi sono rivolta quindi a Don Antonio Samorì, che si era già occupato della ristrutturazione di alcune chiese. Quando ha visto il paese, ha subito abbracciato il mio progetto. Abbiamo quindi sistemato il tetto della chiesa e in seguito siamo riusciti ad acquistare all’asta le case e i terreni, mentre per la chiesa e la canonica al momento siamo in trattativa.”

Un atto d’amore per un luogo quasi scomparso, un progetto che, se andrà a buon fine, contribuirà a far scorrere nuova linfa tra le case di pietra serena, strappandole dall’oblio in cui rischiavano di cadere.

Ad occuparsi del borgo oggi sono Anna, Don Antonio e alcuni volontari a titolo gratuito. L’intento, oggi, è quello di trovare delle persone che siano disposte ad andare ad abitare quelle sei case. Così Anna ha lanciato una proposta. Chi scegliesse con convinzione di abitare Brento Sanico, spostandovi la propria residenza, potrà avere un’abitazione in comodato d’uso, quindi a titolo completamente gratuito. La sola cosa chiesta in cambio è la voglia e il desiderio di tornare a vivere come in quel paese si viveva anni fa, rispettando la sua tradizione e la sua natura di borgo.

“La nostra proposta ha avuto un successo incredibile, come se tutti all’improvviso volessero venire a vivere là. Abbiamo ricevuto circa 700 richieste tra famiglie con bambini, coppie anziane, persone che desiderano cambiare il proprio stile di vita, che sono stufe di vivere in città, che non ne possono più del traffico e del caos cittadino… Per capire le reali intenzioni, il 14 giugno Don Antonio farà una riunione dedicata a quelle persone che veramente hanno intenzione di vivere a Brento Sanico.”

E qual è, secondo Anna, l’importanza di far rivivere un luogo del genere?

“È prima di tutto una questione storica. Questi luoghi portano con sé un valore che non si può lasciare perdere. La storia è una cosa importantissima, soprattutto la storia dei nostri Appennini. Siamo noi, sono le nostre radici ed è importante salvaguardare questi luoghi. Sono realtà che possono farci soltanto del bene. I nostri nonni hanno vissuto tanto tempo in questi luoghi, con tanta fatica ma anche con tanta serenità. È questa storia che vogliamo recuperare.”