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12 Gennaio 2021
11:00

Tralicci intelligenti e mimetizzati con l’ambiente: come stanno cambiando i “mostri” di acciaio che rovinano i paesaggi

I tralicci elettrici si possono trovare in ogni zona d'Italia e in molti casi hanno un grande impatto ambientale. Per risolvere il problema, Terna, società che gestisce la Rete elettrica di Trasmissione Nazionale sta ripensando queste strutture per integrarle nel paesaggio circostante, dotandole di un "camuffamento" realizzato grazie a una tecnologia militare e di strumenti in grado di monitorare l'ambiente e i fenomeni naturali.

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Tralicci intelligenti e mimetizzati con l’ambiente: come stanno cambiando i “mostri” di acciaio che rovinano i paesaggi
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Quante volte, magari dal finestrino di un'auto o di un treno, ti sei perso a osservare le distese di tralicci dell'alta tensione così comuni in tante parti d'Italia? Fondamentali per garantire l'energia elettrica nelle nostre case, queste "torri" imponenti allo stesso tempo deturpano spesso e volentieri i paesaggi nostrani: ecco perché da diversi anni si cercano soluzioni per rendere meno invasiva la presenza di queste strutture.

Una delle idee più innovative e interessanti, come spiegato dal quotidiano La Repubblica, è venuta a Roberto Spezie, ingegnere di Terna, la società che gestisce la Rete elettrica di Trasmissione Nazionale (RTN): utilizzare una particolare tecnologia nota come stealth, già impiegata in ambito militare, per provare a camuffare questi mostri d'acciaio, facendoli confondere con lo scenario circostante.

Nel corso di un'opera di manutenzione, Terna si è resa conto del pesante impatto ambientale di due tralicci situati a Pont St. Martin, in Valle d'Aosta: in un paesaggio così paradisiaco, bisognava trovare il modo di nascondere questi colossi, in modo che non rovinassero il colpo d'occhio di un turista arrivato fin lì per ammirare le bellezze naturali della zona. È così che Spezie, anche appassionato di ingegneria navale, si è lasciato ispirare dalle immagini di una portaerei italiana che presentava un motivo geometrico pitturato su alcune parti dell'imbarcazione allo scopo di ingannare i piloti dei caccia durante la Seconda Guerra Mondiale.

Si trattava per l'appunto della tecnologia stealth, che prevede accorgimenti utili a rendere un oggetto meno evidente e, quindi, più difficilmente osservabile. Da qui è nata l'idea di Spezie di replicare la tecnica sui tralicci, che sono stati colorati con una texture "a nido d'api di montagna", diventando così molto meno vistosi rispetto a prima. In attesa che lo stesso metodo venga applicato ad altri tralicci, il progetto ha ricevuto il brevetto dall'Ufficio dell'Unione europea per la proprietà intellettuale (Euipo).

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Tralicci dell'alta tensione in grado di mimetizzarsi, quindi, ma non solo. In collaborazione con alcune Regioni italiane, Terna ha iniziato le sperimentazioni per rendere queste torri "intelligenti". Come? Attraverso l'installazione di strumenti utili per il monitoraggio dell'ambiente, in modo da poter anticipare o controllare l'evoluzione di eventi come frane o terremoti, facilitando eventuali interventi di soccorso o semplicemente finalizzati alla prevenzione.

In futuro, queste "smart tower" potranno vantare un'importante strumentazione, ovviamente alimentata da pannelli fotovoltaici: parliamo di gps, telecamere, stazioni meteorologiche e centraline per controllare la qualità dell'aria, il tutto montato su quelli che ancora oggi venivano considerati degli ecomostri.

Infine, per evitare le collisioni degli uccelli contro le linee dell'alta tensione, Terna ha già installato più di 15.000 dissuasori, dispositivi in grado di aumentare l'ingombro dei tralicci e di generare rumore con l'aiuto del vento, rendendo le torri più visibili ai volatili, specialmente alle aquile che nidificano nel Parco Nazionale di Abruzzo Lazio e Molise (Pnalm). Piccoli grandi cambiamenti che hanno lo scopo di permetterci di godere di più dei paesaggi meravigliosi da cui siamo circondati.

Diventato giornalista quasi senza sceglierlo, lasciando che la passione per la scrittura e per le storie raccontate agli amici si trasformasse nelle prime collaborazioni durante l’università. Prima del tesserino di pubblicista del 2019 ci sono anni di articoli scritti per siti e quotidiani, soprattutto di sport ma senza chiudere la porta ad altri temi, dalla scienza alla tecnologia. Che sia un piccolo spazio verde cittadino, un pezzo di campagna o un parco nazionale sulle montagne più alte di un paese pieno di spiagge, sono irrimediabilmente attratto dalla natura di cui, spesso si tende a dimenticarlo, siamo innanzitutto ospiti. Amo le lingue straniere, sinonimo per me di apertura e opportunità, come quella di diventare traduttore. Inoltre, sono le chiavi che mi aiutano ad aprire quel mondo che poi racconterò agli altri, sempre con la cura e la precisione che il giornalismo richiede.