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4 Settembre 2020
9:00

Trasforma un passeggino in un contenitore per la raccolta dei rifiuti: la storia di Matteo Orsenigo

Non è rimasto indifferente alla quantità di rifiuti trovata nei giardini sotto casa. Così si è organizzato e, riciclando un vecchio passeggino abbandonato, lo ha trasformato in un bidone per la spazzatura con le ruote. Matteo Orsenigo, 31 anni, lavora come marketing analyst, ma nel tempo libero, ripulisce le vie del suo quartiere.

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Trasforma un passeggino in un contenitore per la raccolta dei rifiuti: la storia di Matteo Orsenigo
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Succede che un giorno un ragazzo decide di rendere più pulite le vie del suo quartiere. Lo fa, in un modo forse poco convenzionale, ma dimostrando una grandissima sensibilità, quella che è sempre più difficile scorgere nell’indifferenza oramai diffusa.

Matteo Orsenigo, ha 31 anni, lavora come marketing analyst in una società di consulenza Ict di Milano, e vive a Monza. Questa estate ha iniziato a raccogliere i rifiuti sparsi nei giardini del suo quartiere, con un passeggino doppio riadattato per diventare un contenitore per la spazzatura.

Provare a rendere più vivibile il quartiere in cui si abita non è proprio da tutti. Matteo lo sta facendo e la speranza è che la sua "non indifferenza" sia contagiosa.

Quando hai iniziato a ripulire le vie del tuo quartiere?

Non è da tanto tempo. L’idea mi è venuta poco prima delle vacanze estive. Andando in giro con Kobe, il mio cane, ho iniziato a fare caso a dove metteva il muso e non mi è piaciuto assolutamente quello che ho visto.

Un giorno, in una zona di discarica abusiva, ho trovato alcuni carrelli della spesa e un passeggino doppio e ho pensato che potessero tornarmi utili per raccogliere i rifiuti sparsi nei giardini del mio quartiere. Inizialmente ho pensato di usare un carrello della spesa, ma riflettendoci le ruote del passeggino erano senza dubbio più comode per spostarsi sull’erba e sullo sterrato. Così, ho recuperato questo passeggino e l’ho portato nel mio box: l’ho smontato, lasciando solo lo scheletro, le ruote e il manubrio, ho aggiunto un pianale di legno e infine ho fissato tre bidoncini della spazzatura con delle viti.

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Quali sono i rifiuti che ti capita trovare più spesso?

Si trova un po’ di tutto, ma soprattutto lattine, bottiglie di vetro e di plastica. Vedo tantissimo indifferenziato, tanta plastica, guanti e mascherine, tappi e mozziconi di sigarette. Quello che mi sorprende è che in giro ci sia spazzatura da tantissimo tempo, che nessuno si è mai preso la briga di raccogliere.

Secondo te perché non viene raccolta?

In realtà. gli addetti alla raccolta della spazzatura fanno il loro lavoro: ritirano i sacchetti dei cestini e raccolgono tutto quello che può essere caduto per terra, ma quello che raccolgo io si trova negli angoli dei giardinetti, angoli che non vengono raggiunti e ripuliti, dove evidentemente non ci guarda più nessuno da anni. Io sto cercando di ripulire questi posti che sembrano essere stati ormai abbandonati.

Come hanno reagito i tuoi amici alla tua iniziativa?

I più cari mi hanno preso un po’ in giro, ma sempre con il sorriso. Ho ricevuto anche diversi complimenti e occasionalmente un po’ di aiuto concreto da alcuni amici stretti e da mia madre.

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Come vorresti portare avanti la sua iniziativa ambientalista?

Per adesso posso muovermi da solo, per quanto, se qualcuno volesse darmi una mano, si ottimizzerebbe di sicuro il tempo (ho anche due pinze per raccogliere i rifiuti!). Ho preso comunque contatti con alcune associazioni ambientaliste come Legambiente, che già organizza delle giornate dedicate alla raccolta dei rifiuti, una volta al mese circa. Poi ho sentito anche Lucio Carlino, referente dell’Onlus PlasticFree, che si è già occupato della raccolta rifiuti lungo la ciclabile del Villoresi di Monza. Anche perché mi serve capire come smaltire i rifiuti che raccolgo, come fare la differenziata correttamente e come organizzarmi al meglio. Forse, unendo le forze, si può fare ancora di più.

Con il segno zodiacale dei Gemelli, non potevo avere come unica passione quella della scrittura. Al piacere di spingere freneticamente tasti sul computer ho così aggiunto nel tempo l'interesse per il rispetto dell'ambiente e la salvaguardia degli animali, la passione per l'eco-design e tutto ciò che è bioarchitettura. Lo slancio di stupore che provo ogni volta che un progetto di verde urbano rende più bella la mia città, mi spinge a coltivare ancora più piante e fiori sul terrazzo di casa (ma mi definisco ancora un pollice verde in erba). Giornalista e mamma di due adorabili pesti, quando non lavoro o quando il piccolo di casa fa il suo sonnellino pomeridiano, cerco di ritagliarmi del tempo libero scegliendo tra le seguenti opzioni: un'ora sul campo da tennis, una camminata nel verde, venti minuti di Reiki o una pila di riviste di arredamento da sfogliare in solitudine.