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3 Settembre 2020
10:00

Trasformare i comuni mattoni in supercondensatori, ecco l’idea di un gruppo di ricercatori americani

L'innovazione arriva dalla Washington University in St.Louis e consiste nel trasformare, grazie alla nanotecnologia, i mattoni rossi delle abitazioni in tanti piccoli accumulatori di energia elettrica, o meglio in dei supercondensatori. Una soluzione potenzialmente a basso costo, ma occorrono studi più approfonditi.

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Trasformare i comuni mattoni in supercondensatori, ecco l’idea di un gruppo di ricercatori americani
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Le batterie del futuro? Potrebbero essere le nostre stesse case. Hai capito bene. Un team di ricercatori della Washington University in St.Louis, negli Stati Uniti, ha sviluppato un metodo per rendere i mattoni rossi che tutti conosciamo in accumulatori di energia elettrica. Diciamo subito però che il termine "batterie" è improprio. Se vogliamo essere corretti, stiamo parlando di mattoni supercondensatori.

Ma che cosa significa esattamente? Per spiegartelo, bisogna tirare in ballo la nanotecnologia. Gli scienziati hanno in pratica riempito i piccolissimi pori di cui sono costituiti normalmente i mattoni rossi con delle microfibre di una plastica conduttrice, chiamata PEDOT. Con questo speciale polimero i mattoni hanno acquisito la capacità di attrarre e mantenere ioni al loro interno, immagazzinando e trasferendo energia elettrica. In sostanza, sono stati dotati di una piccola carica elettrica. I ricercatori hanno usato i primi mattoni per accendere delle lampadine LED.

Nello studio, pubblicato sulla rivista scientifica Nature Communications, si sottolinea inoltre che un mattone può essere ricaricato centinaia di migliaia di volte in un'ora. I cicli di ricarica non andrebbero pertanto a rovinare le sue prestazioni, come invece capita con le normali batterie (se possiedi uno smartphone sai bene di che cosa si parla). Insomma, potrebbe trattarsi di un'invenzione davvero rivoluzionaria, ma dobbiamo considerare che sono i risultati di uno studio preliminare, anche se iniziato quattro anni fa. È necessario proseguire in maniera più approfondita le ricerche. Per vedere le nostre case trasformate in delle piccole "centrali elettriche" bisogna ancora attendere un po' di tempo.

Fonte | "Energy storing bricks for stationary PEDOT supercapacitors" pubblicato su Nature Communications l'11 agosto 2020.

Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un pianoforte. E da musicista la parola d’ordine non può che essere una: armonia. Con se stessi, con gli altri, con la natura. Sarà la giovane età, sarà che sono nato in una delle città più inquinate d’Italia, il rispetto per l’ambiente che ci circonda è diventata la stella polare che orienta le mie scelte, dalla spesa che privilegia il più possibile prodotti a filiera corta all’attenzione maniacale quando si fa la raccolta differenziata. Considero un’autentica vocazione poter condividere e trasmettere una filosofia di vita che abbia al centro la sostenibilità e la ricerca del benessere. Nel giornalismo ho trovato il mezzo ideale.