“Trasloco record” per 30 rinoceronti bianchi: dal Sudafrica andranno a vivere in un’area protetta del Ruanda

Gli esemplari sono stati fatti salire su un Boeing 747 che li ha portati nel Ruanda orientale, dove vivranno (per motivi connessi alla conservazione della specie) nel parco nazionale di Akagera. Si tratta del più grande trasferimento di rinoceronti mai effettuato.
Federico Turrisi 2 Dicembre 2021

Potrà sembra una cosa da poco, ma trasferire un rinoceronte bianco (specie animale considerata a rischio estinzione a causa soprattutto del bracconaggio e della perdita di habitat) da un luogo a un altro non è una passeggiata. Un esemplare adulto può arrivare a pesare più di tre tonnellate.

Lo scorso weekend in Africa si è fatta la storia: in una sola volta di rinoceronti ne sono trasferiti ben 30 (19 femmine e 11 maschi). Precisamente, dal Sudafrica al Ruanda. Dopo aver percorso oltre 3.400 chilometri e aver trascorso 40 ore in viaggio, i rinoceronti sono arrivati nella loro nuova casa, il parco nazionale di Akagera, dove i conservazionisti sperano di creare una roccaforte riproduttiva per supportare la sopravvivenza a lungo termine della specie.

Tutti gli animali sono stati fatti imbarcare su un Boeing 747 "leggermente sedati per mantenerli calmi e non aggressivi", ha spiegato al quotidiano britannico The Guardian Jes Gruner, dell'organizzazione per la conservazione della fauna selvatica African Parks, che ha supervisionato il trasferimento.  "I rinoceronti non erano sedati sull'aereo nel senso che erano completamente sdraiati, perché questo è un male per i loro sterni. Ma erano sedati solo in parte, e quindi potevano alzarsi in piedi e mantenere normalmente le loro funzioni corporee".

Per dare un'idea della complessità dell'operazione, l'aereo ha dovuto trasportare complessivamente oltre 60 tonnellate di peso tra i rinoceronti, le casse per contenerli e i mangimi, e ci sono voluti tre anni per organizzare il trasferimento. Adesso i 30 esemplari vivranno per un breve periodo in due aree recintate del parco, dopo di che saranno libere di muoversi nel resto della riserva naturale. "Questo darà loro l’opportunità di crescere in un ambiente sicuro", ha commentato Jes Gruner.