Tre orsi prigionieri di un circo in Lituania sono stati salvati e trasferiti nel Parco d’Abruzzo

Si chiamano Greta, Brumo e Nita. Sono i tre orsi bruni liberati da un circo lituano e portati in una struttura del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Qui potranno godere di spazi più aperti ed essere monitorati da dei veterinari: non potranno però girovagare liberi per evitare commistioni con gli orsi marsicani.
Federico Turrisi 30 giugno 2020

Sono sempre emozionanti le immagini di animali che vengono riportati in un habitat a loro più adatto e che assaporano di nuovo la libertà, anche se non totale, dopo essere stati sfruttati per tanto tempo in un circo. È il caso dei tre esemplari di orso bruno provenienti dalla Lituania, che sono stati liberati lo scorso sabato nel Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise. Al momento sono ospitati nel centro visite di Pescasseroli, dove ha sede l'ente gestore del parco.

I tre plantigradi sono un maschio Brumo, di circa 10-15 anni, e due femmine, Nita e Greta, la prima piuttosto anziana e malandata di quasi 30 anni e la seconda di oltre 10. Portano ancora sul volto le sofferenze patite in un circo in Lituania, dove erano rinchiusi in spazi piccolissimi con inferriate arrugginite e recinzioni fatiscenti, senza accesso a un abbeveratoio, ed erano costretti a esibirsi abitualmente negli spettacoli.

Per metterli in salvo si è messa in moto una rete di associazioni e istituzioni italiane ed europee, che si sono rese protagoniste di un "piccolo miracolo", come lo ha definito in un post su Facebook il Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise. Ad attivarsi nel progetto di salvataggio, oltre naturalmente al Parco d'Abruzzo, sono stati l'associazione italiana no profit "Salviamo gli Orsi della Luna", il Ministero dell'Ambiente lituano, l'ong lituana "Gyvunu Teisiu Apsaugos Organizacija" e la Fondazione Cappellino, che si è occupata delle spese di trasporto.

Il direttore del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, Luciano Sammarone, ha fatto sapere che i tre orsi bruni europei non entreranno in alcun modo in contatto con la popolazione di orso bruno marsicano, la specie locale protetta. Greta, Nita e Brumo saranno sterilizzati, custoditi in un’area protetta recintata e tenuti sotto controllo dagli uomini e dalle donne del Servizio Veterinario del Parco. Qui gli orsi avranno a disposizione un ricovero e anche due laghetti per fare il bagno. Per loro adesso inizia una nuova vita.