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5 Aprile 2021
10:00

Un chicco in una casa: Ricehouse realizza costruzioni edilizie con gli scarti organici del riso

Una start up nata nel 2016 in cui dagli scarti della produzione del riso nascono nuovi materiali perfetti per un’edilizia sostenibile. Ricehouse è un esempio di economia circolare ma anche una sfida all’insostenibilità del nostro tempo.

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Un chicco in una casa: Ricehouse realizza costruzioni edilizie con gli scarti organici del riso
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Immagina di vivere in una casa in cui nel muro, invece dell’intonaco, puoi riconoscere distintamente dei singoli, piccoli chicchi. Una parete che ricorda quanto tanti piccoli elementi possano arrivare a comporre un progetto gigantesco in grado di generare cambiamento. E tutto questo grazie a una giovane impresa che ha deciso di partecipare attivamente a processi di economia circolare utilizzando gli scarti di un alimento diffusissimo. Il riso.

Si chiama RiceHouse, è una start up di Biella nata nel 2016 da Tiziana Monterisi, architetta e Alessio Colombo, geologo e la sua idea di base è utilizzare gli scarti della lavorazione del riso per creare materiali con cui realizzare progetti di bio-edilizia. L’obiettivo della costruzione di queste “case di riso” è la diffusione di un concetto di edilizia che sia sostenibile, ecologica e a basso impatto ambientale, per ridurre gli effetti di quella tradizionale che rappresenta la terza attività più inquinante al mondo, senza contare l’utilizzo indiscriminato della sabbia, la materia prima tra le più utilizzate al mondo.

Con questo materiale organico di scarto, quindi, Ricehouse produce intonaci, pannelli isolanti, massetti, paglia e finiture, tutti elementi che possono essere inseriti tranquillamente nel contesto dei cantieri edili tradizionali. Una sfida il cui esito sperato è quello di ripensare completamente l’edilizia in una chiave più naturale e meno impattante, mettendo sotto gli occhi di tutti che, una rivoluzione del genere, è possibile. E Ricehouse la sta compiendo, in modo vincente.

Recentemente infatti la start up ha concluso un aumento di capitale del valore di 600.000 euro, con l’ingresso di nuovi soci, che consentirà all’impresa di portare avanti tanti nuovi progetti e diffondere ancora di più il concetto di sostenibilità di cui si fa portatore.

Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.