Un libro per una bottiglia di plastica: un libraio salernitano ti racconta la sua iniziativa

Immagina di poter ricevere un libro per ogni bottiglia di plastica che di solito getti nel bidone. È l’idea di Michele Gentile, un librario di Polla, in provincia di Salerno, che vuole rilanciare l’amore per la lettura e fare del bene all’ambiente. “NON Rifiutiamoci” è l’ultima tappa di un lungo cammino di eventi che hanno sempre messo al centro i libri.
Giulia Dallagiovanna 8 febbraio 2019

Come hai pagato l'ultima volta che hai comprato un libro? Molto probabilmente in contanti o, magari, hai preferito usare la carta di credito. Oppure hai sfruttato un buono che ti era stato regalato. Di sicuro, non avrai potuto consegnare alla cassa una bottiglia di plastica vuota.

Eppure alla Ex Libris Cafè, una libreria di Polla, in provincia di Salerno, è davvero possibile ottenere un libro in cambio di un rifiuto. L'iniziativa si chiama "NON Rifiutiamoci" e a Ohga la racconta proprio l'ideatore e proprietario del negozio, Michele Gentile.

Come nasce l'idea di scambiare un libro per una bottiglia di plastica?

È la continuazione di un'iniziativa nata nel 2002: il libro sospeso. Si tratta di un unico lungo cammino, costellato da diverse idee. Questa in particolare vuole essere una provocazione: dal punto di vista commerciale non ha alcun senso, perché una bottiglia di plastica non vale un libro, ma in Italia ci sono milioni di persone che non leggono e non si fa nulla per la diffusione della lettura.

Un libro e una bottiglia di plastica sono due oggetti all'apparenza molto distanti.

In realtà, nel 2016 avevo dato il via a questo sistema partendo dall'alluminio. Avevo fatto un rapido calcolo: tenendo conto che la spesa per i libri scolastici di una classe delle medie si aggirava attorno ai 300 euro, con questo sistema i testi risultavano gratuiti per le famiglie. Ma poi è stato l'entusiasmo dei bambini a farmi decidere di continuare: in una sola sera erano riusciti a raccogliere 2 quintali di rifiuti in metallo. La plastica l'ho aggiunta in seguito, dopo essere stato contattato da Corepla (Consorzio nazionale per la raccolta, il riciclo e il recupero degli imballaggi in plastica) che mi ha proposto di allargare l'iniziativa.

Si rivolge soprattutto ai bambini?

Mi rivolgo a tutti e i libri messi a disposizione appartengono a svariati generi. I più sensibili però sono proprio i bambini. Pensi che da una scuola media di Bordighera, in provincia di Imperia, sono già partite 23 bottiglie di plastica per avere in cambio altrettanti libri di testo. E altri istituti scolastici in provincia di Salerno si stanno organizzando per raccogliere i rifiuti da portarmi.

Mi diceva che il punto di partenza è stata un'altra iniziativa, quella del libro sospeso.

Il libro sospeso è stata un'idea che mi era venuta nel 2002. Chiunque entrasse in libreria, oltre a scegliere qualcosa per sè, poteva anche acquistare un secondo volume e lasciarlo su un apposito scaffale, a disposizione di chi non poteva permettersi di pagarlo, ma avrebbe voluto leggerlo. Aderirono in tantissimi, soprattutto se si considera che si parla di una libreria in un piccolo comune e del fatto che si legge sempre meno. In 17 anni, sono almeno 10mila i libri che sono stati lasciati in sospeso. Anzi, molti di più, ma da un po' di tempo ho smesso di tenere il conto.

Poi ho inaugurato anche un'altra iniziativa, quella dei viaggi con l'autore. Chi saliva su un autobus sulla tratta Roma-Salerno, poteva trovarsi di fronte un autore di un libro che faceva una piccola presentazione e poi ne regalava una copia a tutti i passeggeri. Organizzai circa 32 viaggi di questo tipo ed è grazie a questi eventi che il comune di Polla può fregiarsi del titolo "città del libro".

Come mai si è definito un "book clochard"?

Mi sono autodefinito in questo modo quando ho dato il via al meccanismo del libro sospeso. Nella mia libreria avevo provato a puntare su ogni genere di volume, compresi i testi giuridici e per la preparazione dei concorsi. Alla fine mi ero dovuto arrendere: le persone non acquistavano più libri. Allora avevo capito che dovevo coinvolgere i bambini, che infatti ne furono entusiasti. I genitori però non compravano nulla, perciò iniziai a chiedere ad amici e parenti se volessero regalare un libro a un bambino. Insomma, sono diventato un elemosinante di libri: un book clochard.

Torniamo al libro per una bottiglia di plastica, dove smaltisce poi i rifiuti che accumula?

Devo occuparmi io stesso dello smaltimento. Per quanto riguarda l'alluminio, riesco a consegnarlo a un amico che gestisce una piattaforma di raccolta dei metalli. In questo modo ricevo un corrispettivo che posso reinvestire in nuovi libri. Non ricevo nessun aiuto da consorzi o associazioni ambientaliste.

Anzi, mi piacerebbe rivolgermi a loro e fare un appello. Se le organizzazioni che hanno a cuore l'ambiente fornissero il proprio contributo si potrebbe immaginare di coinvolgere più punti vendita, anche diversi fra loro. Penso a un sistema simile a quello avviato in alcuni supermercati, dove se porti una bottiglia di plastica vuota ricevi un bonus spesa.

Un piccolo libraio ha difficoltà a mettere in piedi un'iniziativa di questa portata, ma se le associazioni più importanti mi aiutassero potremmo davvero dare un contributo importante contro l'inquinamento e in favore della lettura. Bisogna sensibilizzare le persone, toccare le loro coscienze e fargli conoscere che esiste questa possibilità. E organizzare una rete efficiente per lo smaltimento dei rifiuti raccolti.

Non possiamo sempre delegare ogni intervento alle istituzioni, anche noi dobbiamo darci una mossa.