Una didattica innovativa e più a contatto con la natura: nascono le Aule Natura di WWF Italia

Nidi e mangiatoie per uccelli, bat box per offrire riparo ai pipistrelli, stagni e case delle farfalle. Tutto questo potrebbe comparire nel cortile della tua scuola aderendo al progetto di WWF Italia per la realizzazione delle nuove Aule Natura. Lezioni all’aperto a contato con la natura per una didattica più innovativa e salutare.
Gaia Cortese 21 settembre 2020

E se improvvisamente il cortile della tua scuola ospitasse piante aromatiche e da frutto, mangiatoie e nidi per uccelli, bat box per garantire rifugio ai pipistrelli e perché no, un giardino delle farfalle e uno stagno con ninfee galleggianti sull’acqua?

Sarebbe senza dubbio una risorsa eccezionale per i bambini, uno strumento ideale per avvicinarli al mondo della natura in un contesto educativo come quello della scuola. Ad averci pensato è il WWF che da oggi ha fatto partire una campagna per una raccolta fondi attiva per due settimane, dal 21 settembre fino al 4 ottobre, per costruire il maggior numero di Aule Natura su tutto il territorio.

Cos’è esattamente un’Aula Natura? Si tratta di una struttura da allestire negli spazi esterni della scuola e che sia di supporto alla didattica. In questi ultimi mesi, in seguito all’emergenza dettata dalla diffusione del Covid-19, si è discusso molto su come sfruttare anche i cortili delle scuole per consentire agli studenti di seguire delle lezioni all’aperto. Se il cortile diventasse concretamente un’aula “fatta di natura”, con differenti microhabitat dove poter osservare non solo le diverse forme di viventi, ma anche le relazioni che le collegano, allora avremmo la consapevolezza di aver creato qualcosa di veramente utile e innovativo.

“Dobbiamo ripartire dalla scuola per investire sulla conversione ecologica del futuro: ecco perché abbiamo deciso di lanciare questo progetto in un momento di grande difficoltà per le istituzioni scolastiche strette nella morsa dell’emergenza sanitaria e la necessità di misure di sicurezza stringenti e l’inadeguatezza del patrimonio edilizio scolastico che oggi ha mostra tutti i propri limiti – ha dichiarato Donatella Bianchi, Presidente WWF Italia -. Ora che ci sono le risorse per investire sulla scuola torniamo a chiedere al governo che la natura diventi una parte integrante del percorso educativo, così come l’educazione alla sostenibilità con programmi pluriennali. Ma passerà del tempo prima che queste risorse diventino accessibili. Per questo abbiamo deciso di lanciare il cuore oltre l’ostacolo e chiedere il sostegno dei cittadini per cominciare a costruire le prime Aule Nature: la prima la consegneremo il prossimo 24 settembre a una scuola della provincia di Bergamo”.

La prima Aula Natura a Bergamo

Nei prossimi giorni WWF Italia si impegna a consegnare già la prima Aula Natura in una scuola in provincia di Bergamo, città particolarmente segnata dalla pandemia. L’aula è in fase di completamento e sarà inaugurata giovedì 24 settembre. Per realizzare un‘Aula Natura è sufficiente che una scuola abbia a disposizione una superficie di area verde non inferiore a 80 metri quadrati e che permetta il distanziamento tra i bambini di una classe fino a 23 alunni (almeno 3,5 metri quadrati per alunno). In questo modo non solo viene garantita la sicurezza degli alunni, ma ne viene arricchita anche l’offerta didattica della scuola stessa.

Perché fa bene ai bambini

Ne aveva già sottolineato l'importanza la Montessori, intuendo il legame speciale che esiste tra infanzia e natura e cogliendone le immense potenzialità educative. Nel suo primo libro “Il metodo della pedagogia scientifica applicato nelle Case dei Bambini”, l’educatrice Maria Montessori dedicava un intero capitolo a “La natura nell’educazione”, considerandola un elemento fondamentale nella vita scolastica. Oggi purtroppo siamo testimoni di una preoccupante carenza di attività svolte all’aperto: i bambini non giocano più nel cortile sotto casa, preferiscono sostituire una bicicletta con un hoverboard, passano ore e ore davanti a device elettronici.

Sempre più sedentari, ma con minori gradi di autonomia. La mancanza di esperienze fatte all’aperto, infatti, riduce anche la capacità di valutare i rischi “sul campo”, e non sorprende che si inizi a parlare di Disturbo da Deficit di Natura, un nuovo disturbo che sembra essere associato alle malattie sempre più in rapida ascesa tra i giovani, come l’obesità, l’asma, le allergie, la depressione, l’ADHD (Attention Deficit Hyperactivity Disorder, ossia la sindrome da deficit di attenzione e iperattività) e alcune manifestazioni di autismo.