Una legge di iniziativa popolare per ridurre le emissioni di gas serra in Italia: al via la raccolta delle firme

È stata ribattezzata “Il 55% almeno” ed è già stata depositata in Cassazione. La proposta di legge prevede di far aumentare il target di riduzione delle emissioni di gas serra per il 2030 dal 37% (che è quello al momento fissato dal Pniec) al 55%. Ora servono almeno 50mila firme, come previsto dalla Costituzione.
Federico Turrisi 19 febbraio 2020

Pensi che il governo italiano non si stia impegnando abbastanza per affrontare l'emergenza climatica in corso? Firma anche tu per sostenere la proposta di legge d'iniziativa popolare “Almeno il 55%”! Hai infatti la possibilità di assolvere al tuo dovere di cittadino. Come stabilisce il secondo comma dell'articolo 71 della Costituzione italiana, sono necessarie almeno 50 mila firme per far sì che poi la proposta di legge d'iniziativa popolare venga discussa dal Parlamento. Il testo è stato già depositato dai firmatari presso la cancelleria della Corte di Cassazione che provvederà a far pubblicare l'annuncio dell'iniziativa nella Gazzetta Ufficiale, dopo di che potrà partire ufficialmente la campagna per la raccolta delle firme.

Ma che cosa prevede la proposta di legge "Almeno il 55%"? Lo scopo è quello di  far assumere al governo italiano l'obiettivo di tagliare del 55% le emissioni di gas serra entro il 2030, come proposto per tutta l'Unione Europea dalla presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen e approvato pochi giorni fa dal Parlamento europeo. Attualmente, invece, il Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (Pniec) avanzato dall’Italia prevede un target di riduzione pari a circa il 37%. Di recente il ministro dell'Ambiente Sergio Costa, rispondendo ad una interrogazione al question time alla Camera dei Deputati, ha affermato che il Pniec va rivisto e adeguato agli obiettivi europei.

I punti della proposta di legge sono i seguenti:

  • Costituzione di un fondo per il contrasto ai cambiamenti climatici per il conseguimento dell’obiettivo, da inserire nella legge di bilancio;
  • Azioni internazionali del governo italiano per una “moratoria” mondiale dei combustibili fossili;
  • Provvedimenti del ministero dell’Istruzione e della ricerca e del ministero dell’Ambiente per la ricerca e l’educazione all’ambiente e alla sostenibilità;
  • Riduzione progressiva dei sussidi ambientalmente dannosi (Sad), erogati dal governo a favore dei combustibili fossili per circa 19 miliardi di euro all’anno, in misura adeguata a coprire il “fondo” fino all’entrata in vigore della carbon tax, che il Parlamento europeo sta approntando.

"La raccolta delle firme sarà un’occasione di informazione e mobilitazione dei cittadini sul tema dei cambiamenti climatici, delle loro drammatiche conseguenze e di quel che dobbiamo pretendere dai governi", ha sottolineato Massimo Scalia, primo firmatario e padre dell’ambientalismo scientifico in Italia.