Una media di 300mila tonnellate di rifiuti da guanti e mascherine entro fine 2020: la campagna del Ministero dell’Ambiente

Sono diventati oggetti di uso quotidiano nella nostra vita e quasi non ci accorgiamo della quantità di rifiuti indifferenziati che produciamo a causa loro. Secondo Ispra, entro fine anno potremmo produrre dalle 160mila alle 400mila tonnellate di rifiuti da guanti e mascherine, numeri altissimi che è fondamentale gestire correttamente. Per questo, il Ministero dell’Ambiente ha lanciato una campagna di sensibilizzazione.
Sara Del Dot 1 luglio 2020

Avrai sicuramente notato che con l’arrivo della pandemia hai ripreso a utilizzare oggetti monouso. Forse perché ti senti più sicuro a ricominciare a bere dalle bottigliette di plastica o ad acquistare frutta e verdura impacchettati, forse perché non hai ancora valutato l’idea di procurarti una mascherina riutilizzabile e lavabile e continui a indossare la chirurgica… Insomma, la quantità di rifiuti monouso è aumentata, compensata fortunatamente dalla diminuzione della produzione di scarti avvenuta durante il lockdown. E qualcosa di nuovo, da questa situazione, è emerso. Si tratta di un nuovo tipo di rifiuto indifferenziato, quello appunto “da Covid”: guanti e mascherine usa e getta, oggetti leggerissimi e volatili che è fin troppo facile perdere di vista, lasciare incustoditi e in balia del vento. Una nuova fonte di inquinamento dovuta non soltanto alla distrazione, ma anche all’inciviltà. Sempre più spesso è possibile vederle abbandonate sui marciapiedi, nelle aiuole e addirittura galleggiare in mare.

Per far fronte a questo problema e sensibilizzare i cittadini a una corretta gestione di questi rifiuti indifferenziati, il Ministero dell’Ambiente ha lanciato ieri una campagna di comunicazione in collaborazione con la Guardia Costiera, Enea, Iss, ISPRA e la Commissione Colao. Volto della campagna è Enrico Brignano che in uno spot mostra le conseguenze dell’abbandono indiscriminato di questi oggetti, invitando lo spettatore a prestare attenzione al loro uso, conferendoli nell’indifferenziato e prediligendo alternative riutilizzabili.

Un’iniziativa istituzionale necessaria, che oltre allo spot prevede l’avvio di una campagna social che mostri gli effetti sulla natura delle nostre disattenzioni, basata anche sui dati diffusi dall’ISPRA in cui viene presentata una stima della portata dei rifiuti da Covid: entro la fine del 2020, guanti e mascherine avranno causato la produzione di rifiuti per un peso che varia dalle 160mila alle 400mila tonnellate, con una media di 300mila. Numeri importanti, a cui non possiamo e non dobbiamo restare indifferenti.