Una pastorizia più moderna e sostenibile per ridurre i gas serra: così la Sardegna sfida il climate change

Si chiama SheepToShipLife ed è un programma finanziato dall’Unione Europea che interesserà la regione sarda. L’obiettivo è sviluppare soluzioni agro-zootecniche innovative e sistemi produttivi ecosostenibili per ammodernare le attività di allevamento di ovini e trasformazione di prodotti lattiero-caseari al fine di ridurre le emissioni inquinanti.
Kevin Ben Alì Zinati 12 Agosto 2020

Contro il cambiamento climatico entra in gioco anche la Sardegna. La regione è pronta a rinnovare tutto il suo settore della pastorizia, ovvero l’insieme di tutte quelle attività legate all’allevamento di ovini e alla trasformazione di prodotti lattiero-caseari. Se ti stai chiedendo che c’entrano le pecore con il climate change forse è perché non sapevi che gli allevamenti ovini e caprini sono responsabili di circa il 6.5% delle emissioni di gas serra dell’intero settore zootecnico. Sono numeri che rendono la pastorizia una fra le attività umane più impattanti dal punto di vista ambientale. Tra le pieghe di questo scenario si inserisce il progetto SheepToShipLife, finanziato all’interno del programma europeo Life. L'obiettivo è provare a ridurre del 20% le emissioni di gas serra da qui ai prossimi dieci anni sviluppando soluzioni agro-zootecniche innovative e sistemi produttivi ecosostenibili da adottare nella regione sarda, che con oltre il 45% delle pecore italiane è il primo produttore europeo di latte ovino.

L’impatto c’è e si vede

Per cercare di mitigare i cambiamenti climatici, tutti i settori produttivi sono finiti al centro di processi di rinnovamento e ristrutturazione in un’ottica di maggior sostenibilità. Così anche i settori dell’agricoltura e dell’allevamento perché, come ti accennavo all’inizio, i due mondi insieme contribuiscono per il 24% alle emissioni di gas ad effetto serra a livello globale: dopo il settore energetico, sono la seconda attività economica più impattante per l’ambiente.

Perché la Sardegna

Sì, ma perché la Sardegna è stata scelta come area di intervento del progetto europeo? La Sardegna è di fatto una sorta di “laboratorio all’aria aperta ideale” per la sperimentazione di un nuovo modello di lotta ai cambiamenti climatici legato al settore ovino.

Se prendi in considerazione i numeri, infatti, la regione sarda è la più rappresentativa di tutto il comparto ovino mediterraneo, prima di tutto in termini quantitativi: se il totale degli ovini presenti in Italia arriva circa a 6.3 milioni, la Sardegna ne alleva quasi tre milioni, ovvero il 46.3%. In più è il primo produttore di latte ovino a livello europeo dal momento che contribuisce alla produzione totale del Continente per quasi il 12%. Ma non è finita perché grazie alla grande variabilità orografica, geologica e microclimatica, la regione vanta la presenza di molte delle principali tipologie di sistemi di allevamento adottati in Europa.

Gli interventi

Duecento aziende ovine e dieci caseifici saranno così inseriti in un processo di rinnovamento sostenibile e innovativo che “rivoluzionerà” l’allevamento ovino e la trasformazione dei prodotti lattiero-caseari riducendo le emissioni di gas serra e contribuendo alla mitigazione del cambiamento climatico.

La Sardegna alleva più del 45% di tutti gli ovini italiani

SheepToShipLife prevede di migliorare i sistemi produttivi dal punto di vista dell’impatto ambientale. Significherà perciò ammodernare le filiere agro-zootecniche e lattiero-casearie ovine con tecnologie sempre più ecosostenibili e sviluppare sistemi di sfruttamento delle risorse ancora più efficienti e razionali. Il climate change è reale e ognuno deve fare la sua parte per contrastarlo.