Una vita in pochi centimetri: in Italia milioni di animali ancora allevati in gabbia

Una classifica stilata da CWF nell’ambito della campagna End the cage age posiziona l’Italia molto in basso nell’elenco di Paesi europei vicini ad abbandonare l’allevamento in gabbia. Con ancora il 76% di animali allevati in spazi piccolissimi, potremmo decisamente fare di più.
Sara Del Dot 2 luglio 2020

Conigli stipati in gabbiette minuscole in attesa di essere uccisi, galline ovaiole ammassate l’una sull’altra, suini impossibilitati anche solo a girarsi per cambiare posizione, vitelli che trascorrono i primi mesi della loro vita crescendo senza potersi muovere o vedere il cielo anche solo una volta nella vita. Quello in gabbia è la forma di allevamento forse più deprivante e meno sano, dal momento che obbliga l’animale a crescere senza poter sviluppare le proprie funzioni etologiche. In tutto il mondo sono miliardi gli animali allevati in questo modo, tra suini, bovini, oche, quaglie, galline, conigli. In Europa, si parla di 300 milioni di capi allevati in questo modo, un numero altissimo se consideriamo l’attenzione delle istituzioni comunitarie nei confronti della produzione alimentare e soprattutto il riconoscimento degli animali come esseri senzienti nel Trattato di Lisbona.

Naturalmente, c’è chi prova a cambiare le cose, sensibilizzando ma anche informando sullo stato delle cose. L’associazione Compassion World Farming, che da anni combatte in tutto il mondo per un allevamento etico e rispettoso della vita degli animali, ha lanciato nel 2014 la campagna “End the cage age”, finalizzata appunto a eliminare definitivamente l’allevamento in gabbia. In questo contesto, ha diffuso i risultati di un’analisi compiuta per fotografare lo stato delle cose in Europa, attraverso una classifica dei paesi più vicini all’eliminazione totale delle gabbie dalle loro pratiche di allevamento. L’Italia si è aggiudicata la decisamente poco virtuosa 17esima posizione, con oltre 45milioni di animali ancora allevati in gabbia, una percentuale del 76% tra scrofe, galline, conigli, oche, anatre e vitelli.

Ai primi posti, ovvero più vicini a un allevamento 100% cage free, si posizionano Austria, Lussemburgo, Svezia e Germania, con una percentuale rispettivamente del 4%, 4%, 12% e 15% di animali allevati in gabbia.