Uno strumento in più per salvaguardare gli alberi del pianeta? Le banche del seme

Le banche del seme di migliaia di giardini botanici sparsi per il mondo custodiscono all’incirca il 30% delle specie di piante conosciute. Tra i loro obiettivi c’è anche quello di garantire la sopravvivenza di specie vegetali estinte in natura e di valutarne un eventuale piano di reintroduzione.
Federico Turrisi 14 settembre 2020

Come ben sai, gli alberi sono tra i nostri migliori alleati nella lotta contro i cambiamenti climatici per la loro capacità di assorbire carbonio dall'atmosfera e immagazzinarlo. La tutela del patrimonio forestale e in generale degli spazi verdi deve essere quindi una priorità di tutti. Già, perché, esattamente come quelle animali, anche le specie vegetali possono correre il rischio di estinguersi.

Un recente studio della Millennium Seed Bank dei Kew Gardens di Londra, una delle più grandi banche del seme vegetale al mondo, ha mostrato come su cinquemila campioni di uno stesso fiore spesso la metà sono da scartare perché sono privi di embrione o danneggiati da un parassita. Esaminando oltre 6 mila collezioni di specie selvatiche a rischio presenti nell'archivio, in media quattro semi su dieci risultano di scarsa qualità.

Il compito delle oltre 1.700 banche del seme sparse nel mondo è proprio quello di raccogliere i semi (che custodiscono i geni di una specie vegetale), avviando ricerche approfondite sulla conservazione delle piante. Per esempio, si studiano le capacità di risposta di ciascun organismo ai cambiamenti climatici. Le banche del seme si occupano inoltre dei programmi di reintroduzione in natura, per esempio in seguito a un disastro naturale oppure ai danni provocati dalle attività umane attraverso l'inquinamento del suolo. Avere a disposizione il materiale genetico delle piante permette così agli esperti di far fronte a nuove situazioni e a nuovi contesti.

Non è detto che gli interventi vadano sempre a buon fine per una serie di variabili ambientali, ma ci sono centinaia di specie che sono state reintrodotte con successo e hanno dato vita a popolazioni autosufficienti. Ci sono poi molte piante estinte in natura che attualmente sopravvivono solo negli orti botanici grazie ad ambienti più controllati. Considera che ad oggi le banche dei semi custodiscono circa il 30% delle specie vegetali conosciute nel mondo. Non dimentichiamo mai che una biodiversità più varia è sinonimo sempre di un ambiente in salute.

Fonte | "Seed storage: maintaining seed viability and vigor for restoration use", pubblicato su Restoration Ecology il 26 maggio 2020.