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26 Gennaio 2021
9:00

Un’oasi felina è il sogno da realizzare: il progetto Casa Mauu per aiutare i gatti senza dimora

"Se puoi sognarlo, puoi farlo" diceva il più grande produttore di cartoni animali per bambini. Il sogno del progetto Casa Mauu è quello di dare vita a un'oasi felina che possa accogliere i gatti senza dimora in tutta la Val di Chiana Aretina. Intervista a Elisabetta Picotti, cofondatrice dell'associazione animalista.

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Un’oasi felina è il sogno da realizzare: il progetto Casa Mauu per aiutare i gatti senza dimora
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Casa Mauu. Viene da chiedersi se non sia un errore di battitura, ma quando chiedo ad Elisabetta, perché la sua associazione si chiami così, mi spiega che quando ti salutano, i gatti emettono un suono strano, una “u” lunga che diventa proprio un graziosissimo “mauu”. E la cosa non si poteva ignorare, accanto a quel concetto di “casa” che l’associazione rappresenta: un luogo di aggregazione per tutti quei gatti che versano in situazioni di difficoltà.

Il sogno di Elisabetta Picotti, infatti, era quello di realizzare una casa per loro, così da qualche mese è nata l’associazione Casa Mauu, non solo grazie a lei, ma anche al supporto di altre donne. Con Elisabetta condividono la stessa passione per i gatti Rossana Capacci e Sabrina Bianchini, cofondatrici del progetto. E poi c’è Silvia, una delle prime persone che Elisabetta ha voluto al suo fianco dopo aver visto il suo meraviglioso operato per una colonia di gatti a Lucignano un paio di anni fa.

Rossana, molto dolce e paziente, si dedica agli stalli e alle cure, mentre Sabrina è una forza della natura, forse per la sua natura più sanguigna, che se arriva la notizia di un cane che gira solitario in montagna, non esita un momento ad andarlo a cercare in mezzo alla neve, anche dopo aver lavorato tutto il giorno. Con lei a coordinare la squadra di ricerche del cane c’è però anche Irene, perché ci si dà sempre una mano in tutto. E poi Luciana e Giulia, espertissime di gatti randagi, già occupate su diverse colonie, i cui consigli sono importantissimi e il cui aiuto fondamentale per l’associazione.

Come è nata Casa Mauu?

Vivo in Toscana dal 2007, da cinque anni a Cortona, e quando ho avuto problemi con qualcuno dei miei sette gatti, mi sono accorta che sul territorio era attiva solo un’associazione ad Arezzo. Mi sono proprio resa conto che mancava una struttura per i gatti e che il bacino era molto grande. Quando mi sono dovuta fermare nel mio lavoro per alcuni motivi di salute, ho trovato il tempo e le energie per mettere in piedi Casa Mauu. Una scelta giusta sotto ogni punto di vista perché in pochi mesi l’associazione è cresciuta tantissimo. Questo perché c’era e c’è un bisogno effettivo: ogni giorno, infatti, riceviamo diverse richieste di aiuto o di supporto, per ritrovamenti di gatti o per la sterilizzazione di alcune gatte.

Casa Mauu ha anche un altro progetto molto ambizioso…

Abbiamo l’idea di aprire un’oasi felina che abbracci tutta la Val di Chiana Aretina, Cortona, Castiglion Fiorentino fino ad Arezzo. Bisogna trovare il posto adatto, attivare una raccolta fondi e ovviamente avere un supporto da parte delle amministrazioni.

Il problema è che c’è molto randagismo per quanto riguarda i gatti e le uniche colonie sono affidate alle famose gattare, che sono le persone che da volontarie si preoccupano di dare da mangiare ai gatti. I Comuni sono proprietari degli animali che vivono sul territorio, ma tendono a fare finta di nulla e a lasciare tutto in mano ai volontari privati.

Invece andrebbero organizzate meglio le colonie feline, implementando e rafforzando la collaborazione con un determinato numero di veterinari, trovando delle soluzioni più efficaci al problema della logistica, alla disponibilità o meno dei posti fino alla necessità di standardizzare l'utilizzo del microchip per i gatti.

Le amministrazioni fanno orecchie da mercante e, mentre per i canili ci sono fondi, per i gattili non è così. Oltretutto, mentre per i cani, almeno nel Nord Centro Italia, è più difficile che ci sia randagismo, per i gatti non lo è. Un tempo in campagna il gatto era deputato alla cattura dei topi, vai a spiegare a certe anziane signore che non si possono far nascere gattini senza controllo. Questo poi è il periodo in cui le gatte entrano in calore: come gestisci una gatta pseudo selvatica, come riesci a portarla a casa, a prendertene cura quando magari è già incinta e a breve deve mettere alla luce i suoi gattini? C’è proprio una battaglia culturale da fare.

Come si gestisce un'oasi felina?

A noi piacerebbe coinvolgere le persone in modo da farle partecipare al progetto con appuntamenti e incontri sempre nell’ottica dell’integrazione, della conoscenza e dell’avvicinamento. Gli animali hanno solo effetti positivi sulle persone, addirittura benefici, se si pensa per esempio a quanto possono fare del bene a persone con disabilità di diverso genere. E poi c’è un altro aspetto: aiutare gli altri fa bene anche a me, mi dà la forza di reagire a una patologia o a una situazione difficile. È davvero così.

Vorremo fare cultura e informazione, coinvolgendo anche i bambini nelle scuole perché sono convinta che se si fornisce una spiegazione, si arriva a un risultato. La conoscenza è lo strumento più grande che abbiamo, e magari così, se si avvicinassero di più i ragazzi al mondo degli animali, si potrebbero evitare molti episodi di maltrattamenti nei loro confronti.

Quanti gatti avete in questo momento a Casa Mauu?

Non avendo ancora una sede vera e propria, abbiamo degli stalli da parte di alcune volontarie che li ospitano. L’obiettivo dell’associazione rimane quello di realizzare un’oasi felina; nel frattempo abbiamo già contattato tutte le associazioni presenti sul territorio e deciso di collaborare tutti insieme, di fare rete. Perché l’unione fa la forza.

Con il segno zodiacale dei Gemelli, non potevo avere come unica passione quella della scrittura. Al piacere di spingere freneticamente tasti sul computer ho così aggiunto nel tempo l'interesse per il rispetto dell'ambiente e la salvaguardia degli animali, la passione per l'eco-design e tutto ciò che è bioarchitettura. Lo slancio di stupore che provo ogni volta che un progetto di verde urbano rende più bella la mia città, mi spinge a coltivare ancora più piante e fiori sul terrazzo di casa (ma mi definisco ancora un pollice verde in erba). Giornalista e mamma di due adorabili pesti, quando non lavoro o quando il piccolo di casa fa il suo sonnellino pomeridiano, cerco di ritagliarmi del tempo libero scegliendo tra le seguenti opzioni: un'ora sul campo da tennis, una camminata nel verde, venti minuti di Reiki o una pila di riviste di arredamento da sfogliare in solitudine.