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25 Settembre 2020
13:30

Un’ondata di rifiuti travolge le coste dell’Honduras: spiagge caraibiche trasformate in discariche

Secondo le autorità locali, la marea di spazzatura proverrebbe dal fiume Motagua, che scorre in Guatemala. L'ipotesi è che le barriere poste alla foce, che dovrebbero trattenere i rifiuti, non hanno retto alle forti piogge degli ultimi giorni. Sono davvero impressionanti le immagini che arrivano dalla spiaggia di Omoa, conosciuta per le sue acque cristalline.

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Un’ondata di rifiuti travolge le coste dell’Honduras: spiagge caraibiche trasformate in discariche
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Da paradiso terrestre a inferno di spazzatura. Per la cittadina di Omoa, nel dipartimento di Cortés – siamo nella parte settentrionale dell'Honduras -, è stato un trauma ritrovarsi le spiagge coperte da un'autentica marea di rifiuti, soprattutto di plastica. Uno sfregio per una località che si affaccia sul mar dei Caraibi, che vive sostanzialmente di turismo e già sconta i danni provocati al settore dall'attuale pandemia.

Come è potuto accadere tutto ciò? Per le autorità honduregne la spazzatura è stata portata dal Motagua, il principale fiume del vicino Guatemala. Le forti piogge degli ultimi giorni avrebbero danneggiato le barriere poste lungo la foce del fiume, che non sono state più in grado di trattenere i rifiuti. Il risultato è quello che vediamo nei numerosi filmati che stanno circolando sui social. Tonnellate di rifiuti che galleggiano sul pelo dell'acqua e si riversano sul litorale trasportati dalle onde e dalla corrente.

Gruppi di volontari si sono mobilitati per ripulire le spiagge di Omoa. Ma la comunità locale adesso vuole che si prendano provvedimenti drastici per contrastare l'inquinamento marino dovuto alla presenza di rifiuti, affinché eventi del genere non si ripetano più. Il prossimo mese i governi di Honduras e Guatemela dovrebbero discutere di un accordo per limitare l'impatto dei rifiuti del bacino del fiume Motagua sulle coste caraibiche dei due Stati.

Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un pianoforte. E da musicista la parola d’ordine non può che essere una: armonia. Con se stessi, con gli altri, con la natura. Sarà la giovane età, sarà che sono nato in una delle città più inquinate d’Italia, il rispetto per l’ambiente che ci circonda è diventata la stella polare che orienta le mie scelte, dalla spesa che privilegia il più possibile prodotti a filiera corta all’attenzione maniacale quando si fa la raccolta differenziata. Considero un’autentica vocazione poter condividere e trasmettere una filosofia di vita che abbia al centro la sostenibilità e la ricerca del benessere. Nel giornalismo ho trovato il mezzo ideale.