Con l’aumento delle temperature, il ventilatore torna a essere uno degli elettrodomestici più utilizzati in casa. Costa meno di un condizionatore e può rimanere acceso per diverse ore, ma quanto consuma un ventilatore alle velocità 1, 2 e 3? La differenza esiste e, soprattutto quando viene utilizzato ogni giorno, può incidere sulla spesa finale.
Il consumo dipende dalla potenza del modello, dalle impostazioni selezionate e dal numero di ore di utilizzo. Capire quanto assorbe alle diverse velocità permette quindi di usarlo in maniera più efficiente ed evitare consumi non necessari.
Quanto consuma un ventilatore
Un comune ventilatore domestico può avere una potenza indicativa compresa tra 30 e 70 watt, anche se i valori cambiano sensibilmente in base al modello. Per conoscere il dato preciso bisogna controllare l'etichetta energetica, la targhetta tecnica o il manuale del proprio apparecchio.
Prendendo come esempio un ventilatore da 50 watt utilizzato alla massima potenza, un'ora di funzionamento corrisponde a un consumo teorico di circa 0,05 kWh. Tenendolo acceso per 8 ore si arriva a circa 0,4 kWh.
Per conoscere la spesa effettiva bisogna moltiplicare i kWh consumati per il prezzo dell'energia previsto dal proprio contratto.
Quanto cambia il consumo alle velocità 1, 2 e 3
Molti ventilatori permettono di scegliere fra tre livelli. Passare dalla velocità 1 alla 3 significa generalmente aumentare la potenza richiesta dal motore, ma non esiste una percentuale valida per tutti i modelli.
Alla velocità 1 il flusso d'aria è più contenuto e l'assorbimento tende a essere inferiore. Può essere sufficiente durante la notte o quando ci si trova vicino all'apparecchio.
Con la velocità 2 aumenta il movimento dell'aria e, insieme a questo, può crescere il consumo. È spesso una soluzione intermedia quando la velocità minima non garantisce abbastanza comfort.
Alla velocità 3, invece, il motore lavora al livello più elevato previsto dall'apparecchio. È quindi generalmente l'impostazione che comporta il consumo maggiore.
Quando aumenta davvero la spesa
La velocità non è l'unico elemento da considerare. A fare la differenza è soprattutto per quanto tempo il ventilatore rimane acceso.
Utilizzarlo alla massima velocità per pochi minuti può incidere meno rispetto a lasciarlo funzionare per molte ore ogni giorno. La spesa mensile cresce quindi con l'aumentare delle ore di utilizzo e della potenza assorbita.
C'è poi un aspetto spesso trascurato: il ventilatore non abbassa la temperatura della stanza. Il movimento dell'aria favorisce la sensazione di fresco sulla persona, ma lasciare l'apparecchio acceso per ore in una stanza vuota significa generalmente consumare energia senza ottenere un beneficio diretto.
Come usare il ventilatore consumando meno
Per contenere i consumi conviene scegliere la velocità più bassa che garantisce comunque una sensazione di comfort. La velocità massima può essere utilizzata quando serve maggiore ventilazione, per poi passare a un livello inferiore.
Anche la posizione conta. Sistemare il vent

ilatore in modo che il flusso d'aria raggiunga la zona realmente occupata permette di sfruttarlo meglio senza dover necessariamente impostare sempre la potenza più alta.
Durante la notte può essere utile anche il timer, quando disponibile, così da evitare che l'apparecchio rimanga acceso più a lungo del necessario.
Velocità 3 significa bolletta molto più alta?
Non necessariamente. La velocità 3 tende a consumare più della 1, ma l'aumento reale dipende dalle caratteristiche tecniche del singolo ventilatore.
Il dato più importante resta quindi la potenza assorbita alle diverse impostazioni, quando indicata dal produttore. Per capire quanto si sta spendendo bisogna poi considerare le ore di funzionamento e il costo del kWh previsto dalla propria tariffa.
Usare il ventilatore alla massima velocità solo quando serve e ridurla una volta raggiunto un buon livello di comfort può essere una soluzione semplice per affrontare il caldo senza consumare più energia del necessario.