Verso un circo senza animali, nuovo traguardo in Senato. La replica dei circensi: “Non c’è supporto scientifico”

La 7° Commissione Cultura in Senato ha approvato la proposta di impegnare il Governo a valutare l’eliminazione degli animali dagli spettacoli nei circhi.
Sara Del Dot 16 gennaio 2020

È soltanto un piccolo passo, ma è già qualcosa. In Senato, Commissione Cultura, è stata approvata una proposta in cui si impegna il Governo a considerare tutta una serie di fattori per valutare se continuare a permettere la presenza di animali nei circhi sia la cosa più giusta e opportuna.

Ieri 15 gennaio 2020 la 7° Commissione Cultura del Senato, con relatrice la senatrice Montevecchi del Movimento 5 Stelle, ha votato a favore della proposta di parere di risoluzione dell’affare “dismissione dell'utilizzo degli animali nei circhi e negli spettacoli viaggianti, con riferimento ai criteri di riparto del FUS (fondo unico dello spettacolo)”.

In pratica, la Commissione si è trovata d’accordo sul fatto di iniziare a valutare di togliere definitivamente gli animali dalle attività circensi, considerate le condizioni in cui vengono tenuti e addestrati e il fatto che anche i cittadini ormai non hanno più voglia di pagare per vedere un animale soffrire fuori dal suo ambiente naturale.

Nello specifico, la proposta era stata presentata l’8 gennaio 2020 dalla maggioranza M5S-Pd-Iv, in cui si legge:

"(…) …considerato che: da tempo gli spettacoli circensi tradizionali hanno abbandonato lo spazio «circolare» e i codici che ne avevano decretato la fortuna in epoca moderna, dal diciottesimo secolo in avanti, quando le antichissime discipline acrobatiche insieme con le arti comiche ed equestri si fusero in un'unica rappresentazione; il circo continua a essere apprezzato per i suoi noti contenuti artistici anche se rispetto all’uso degli animali si è levata, con consapevolezza e sensibilità crescenti, la protesta dei cittadini e la disaffezione del pubblico; per imparare gli esercizi dello spettacolo gli animali subiscono addestramenti generalmente basati su coercizioni fisiche e psichiche; le loro esibizioni sono il risultato di una serie di azioni di coercizione continuate la cui conseguenza ultima è una distorsione del rapporto uomo-animale;

(…)

La 7a Commissione permanente del Senato, impegna il Governo: a valutare, nell'ambito di un processo di revisione dei criteri di assegnazione dei contributi del FUS, tenendo conto di quanto già previsto dal decreto ministeriale 27 luglio 2017 e dalla legge 22 novembre 2017, n. 175, "Disposizioni in materia di spettacolo e deleghe al Governo per il riordino della materia" e nelle more dell'approvazione di provvedimenti normativi che prevedano il superamento dell'utilizzo degli animali nelle attività circensi, l'opportunità di disincentivare i circhi che utilizzano animali e che non si impegnino a non acquisirne di nuovi, garantendo un adeguato  monitoraggio di tali processi di dismissione.”

In risposta a questo piccolo traguardo, che piano piano potrebbe portare a un importante cambiamento, sul magazine Circo.it, il periodico on-line edito dall’Ente Nazionale Circhi, sono apparsi diversi articoli in difesa dell'arte circense e del contributo importante che l'utilizzo di animali vi apporterebbe, affermando addirittura che gli animali beneficerebbero delle attività effettuate nel circo.

"Nonostante la copiosa letteratura scientifica e le risultanze dei puntuali controlli dei medici veterinari, la maggioranza giallorossa ripropone la solita narrazione dei maltrattamenti subiti dagli animali durante gli addestramenti. Senza tener conto del dibattito ancora aperto nella società italiana sulla presenza degli animali nei circhi, si sceglie una pericolosa strada che rischia di affossare un settore che rappresenta un reale patrimonio storico, artistico, educativo e culturale di autentica e radicata tradizione."