Vestire di piante gli edifici urbani può ridurne del 30 per cento la dispersione di calore

Uno studio condotto da ricercatori dell’Università di Plymouth evidenzia come rivestire di piante le pareti esterne degli edifici possa dare non solo vantaggi in termini di risparmio energetico, ma possa anche garantire altri benefici come l’incremento della biodiversità urbana e la stabilizzazione delle temperature.
Gaia Cortese 9 Dicembre 2021

Una casa più calda in inverno e più fresca in estate. Siamo abituati a pensare che sia possibile solo con un buon impianto di riscaldamento e di condizionamento, ma non è l’unica soluzione: un muro verde di piante da mettere a dimora all’esterno potrebbe avere un ruolo rilevante in termine di efficienza termica e dispendio energetico.

A sostenerlo è uno studio condotto da un gruppo di esperti dell'Università di Plymouth in collaborazione con Sustainable Earth che evidenzia i benefici  portati da un "muro verde" applicato a un edificio.

E di questo, difatti, si tratta. Le piante che costituiscono il muro verde vengono trapiantate in speciali tasche realizzate con un tessuto flessibile, come quello che viene già utilizzato per la realizzazione dei giardini verticali. All'interno di queste tasche viene posto un terreno fertile per permettere la coltivazione delle piante messe a dimora. In questo caso si predilige la coltivazione di specie particolarmente resistenti e in grado di adattarsi a crescere sulla superficie di un muro, come ad esempio la felce, il giunco e il carice. Una volta sistemate le piante nei loro contenitori, quest’ultime vengono assicurate alla facciata e lasciate crescere.

Lo studio è partito da un fabbricato degli anni Settanta, dove le aree su cui è stato realizzato il nuovo impianto sono state comparate con quelle su cui non è stato apportato nessun cambiamento. Dopo aver monitorato gli effetti del muro verde per un periodo di cinque settimane, alla fine è risultato che in presenza delle piante c'era stata una riduzione della dispersione di calore pari al 31,4 per cento. Non solo. Anche le escursioni termiche tra il giorno e la notte erano diminuite, la temperatura si era mantenuta più stabile, pertanto in complesso l'isolamento termico poteva dirsi migliorato.

Considerato che il 60% della spesa energetica residenziale viene spesa nel riscaldamento, adottando questa soluzione, è possibile ridurre di oltre il 30 per cento il dispendio di energia di un edificio e, volendo abbassare la produzione di gas serra, tale soluzione potrebbe concorrere al raggiungimento degli obiettivi di Parigi di ridurre le emissioni interne di gas a effetto serra di almeno il 40 per cento entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990.

Che poi non è una grande novità, nel senso che, considerati i benefici apportati, i giardini verticali sono realizzati in sempre più città. Non solo svolgono una funzione da impianto di condizionamento naturale, ma riducono i costi, che ci vorrebbero per rinfrescare le abitazioni, almeno del 33 per cento.

Vanno poi considerati altri aspetti oltre quelli economici. Un rivestimento delle pareti esterne degli edifici costituito da piante incrementa la biodiversità urbana, è una risorsa per gli insetti impollinatori e favorisce la presenza dei volatili. Il verde in città contrasta l'inquinamento dell'aria e riduce le temperature torride e l'afa che colpiscono sempre più città nel periodo estivo.