Via Postumia: la storia e le tappe del percorso costruito su un’antica via consolare dell’antica Roma

Poco conosciuta, ma di indubbia bellezza, la Via Postumia è un cammino che si sviluppa per più di 900 km e che attraversa tutta l’Italia Settentrionale, da Aquileia a Genova. Da percorrere a piedi o in bicicletta, non senza qualche difficoltà.
Gaia Cortese 31 Agosto 2020

Le città di Aquileia e Genova sono separata da circa 930 km. Se pensavi che il Cammino di Santiago di Compostela, con i suoi 790 km da Saint-Jean Pied de Port a Santiago, fosse il più lungo, la Via Postumia potrebbe darti molto più filo da torcere.

La Via Postumia è un percorso che attraversa da est a ovest tutta l’Italia settentrionale, e quindi le regioni del Friuli Venezia Giulia, del Veneto, della Lombardia, dell’Emilia Romagna, del Piemonte e della Liguria, lasciando fuori solo il Trentino Alto Adige e la Valle d’Aosta.
La principale caratteristica della Via Postumia è che è un'antica via consolare e che, a tutti gli effetti, è un ottimo collegamento ai Cammini che conducono verso Santiago e verso Gerusalemme.

Via Postumia: la storia

La Via Postumia è una via consolare romana, costruita nel 148 a.C. dal console romano Postumio Albino nel territorio della Gallia Cisalpina, quella che oggi è la Pianura Padana. In verità la via fu completata dall'imperatore Augusto, un secolo più tardi, quando si occupò delle fortificazioni a scopo militare di alcuni città dell’Italia settentrionale, tra cui la bellissima Verona.

Il progetto di questa via consolare aveva per lo più uno scopo militare, ma è anche vero che questa via collegava due grandi porti: quello fluviale di Aquileia e quello marittimo di Genova.

Oggi l’itinerario della Via Postumia si conosce grazie  al diari o di viaggio di un pellegrino che percorse interamente la strada consolare da Bordeaux a Gerusalemme (Itinerarium Burdigalense). Ancora oggi la Via Postumia ricalca diversi punti della strada originale, soprattutto in vicinanza delle principali città; altri punti hanno subito delle variazioni per motivi di sicurezza dei pellegrini, a causa del traffico.

Via Postumia: le tappe

Aquileia – Vicenza: 330 km in 12 tappe

Aquileia

La Via Postumia ha inizio ad Aquileia, nel Friuli Venezia Giulia, a meno di 30 km dal confine con la Slovenia. Troverai la prima freccia davanti alla Basilica patriarcale di Santa Maria Assunta.

La pianura è l’assoluta protagonista del primo tratto della Via Postumia, che da Aquileia porta a Vicenza. Il percorso non presenta particolari difficoltà: i dislivelli sono praticamente inesistenti e il tracciato è composto per lo più da strade di campagna, sentieri e strade su sterrato. Non mancano ovviamente le strade asfaltate, ma il tracciato tende sempre a privilegiare vie non trafficate, anche a costo di allungare un po' il cammino.  

Dopo essere partiti da Aquileia, città Patrimonio Mondiale dell’Unesco, da vedere è sicuramente Palmanova, città fortificata unica nel suo genere, fondata dalla Serenissima nel 1593 per difendersi dalle invasioni ottomane. Anche Treviso compare tra le città da vedere lungo questo primo percorso, cinta da mura e percorsa quasi interamente da canali, regala scorci incantevoli. E infine Vicenza, città Patrimonio dell’Unesco dal 1994, dove vedere il Teatro Olimpico, la Cattedrale e la Basilica Palladiana.

Vicenza – Piacenza: 355 km in 13 Tappe

La Via Postumia da Vicenza a Piacenza si sviluppa quasi totalmente in piano, attraversando distese di campi agricoli, su stradine di campagne, sterrate e in riva ai numerosi canali. Unica pecca di questo tragitto sono i paesaggi sempre uguali, pertanto c'è il rischio di annoiarsi un po'.

Da Vicenza ci si allontana dalla città per inoltrarsi nei Colli Berici fino alla località di Lonigo. Da qui, dopo aver visto il Santuario della Madonna dei Miracoli, ci si immerge nuovamente per parecchi chilometri nella pianura veneta. Si incontra quindi il fiume Adige e, costeggiandolo per 35 km circa, si arriva finalmente a Verona,

Verona

L’Adige accompagna il cammino anche oltre Verona e dopo circa 16 km si raggiunge la località di Pescantina. Da qui, attraverso strade secondarie e sterrate si arriva sulle sponde del lago di Garda, e oltrepassando il Mincio, si entra in Lombardia. Peschiera del Garda e Mantova sono altre due tappe da vedere con piacere, per poi proseguire per altri 70 km e raggiungere le località di Sabbioneta, sito Unesco, e Casalmaggiore. Da qui una lunga Ciclovia (quella del Po) di 60 km, costeggia a tratti il lato nord del fiume Po, e permette di raggiungere Cremona.

Piacenza – Genova: 247 km in 9 tappe

Genova

Da Piacenza in poi, finalmente il paesaggio incomincia  a cambiare. Si affrontano le prime colline, raggiungendo da subito quota 300 metri. Nulla di impegnativo, ma almeno cambia il paesaggio e ci si può godere un po' l'ombra offerta dagli alberi dei boschi, in altitudine. Avvicinandosi alla Liguria il cammino diventa più impegnativo vista la massiccia presenza di numerosi dislivelli. Il panorama, senza dubbio più coinvolgente rispetto al primo tratto della Via Postumia, compensa delle fatiche.

Via Postumia a piedi

La Via Postumia nasce per chi ha la passione del camminare, per chi ama procedere a ritmo lento. I primi 600 km  possono essere monotoni per via del paesaggio sempre uguale, ma non dimentichiamo che questo cammino offre la possibilità di vedere moltissime città di interesse storico culturale. Va poi segnalato che, al contrario del Cammino di Santiago, non è prevista una specifica credenziale da portare con sé lungo il cammino..

Via Postumia in bicicletta

Nonostante sia un itinerario pensato soprattutto per camminatori, la Via Postumia può essere percorsa anche montando in sella. Nel primo tragitto che porta da Aquileia a Piacenza, si trova un bel tratto della Ciclovia Ogliastra, costruita su un ex ferrovia militare dismessa: sempre lungo l'itinerario si incontra anche un tratto della Ciclovia del Po, la strada che per circa 600 km attraversa tutta la Pianura Padana da Torino a Venezia. Va detto tuttavia, che molti trattai della Via Postumia danno un po' di filo da torcere a chi monta su una bicicletta, a causa delle vie sterrate, dell'erba alta e dei terreni sconnessi che si possono incontrare.