Le visite fiscali Inps tornano al centro dell’attenzione. Negli ultimi sei mesi del 2025 l’Istituto ha effettuato circa 399mila controlli sui lavoratori assenti per malattia, segnando un incremento significativo delle verifiche rispetto ai periodi precedenti.
L’obiettivo è contrastare eventuali abusi e garantire che l’indennità di malattia venga riconosciuta solo a chi ne ha effettivamente diritto. La stretta sui controlli riguarda sia i dipendenti del settore privato sia quelli della pubblica amministrazione, anche se con regole e fasce di reperibilità differenti.
L’aumento delle verifiche conferma una linea più rigorosa sul rispetto degli obblighi previsti durante il periodo di malattia.
Come funzionano le visite fiscali
Quando un lavoratore presenta un certificato medico, può essere sottoposto a visita fiscale domiciliare da parte dei medici incaricati dall’Inps. Il controllo serve a verificare l’effettivo stato di malattia e la correttezza della prognosi indicata.
Il lavoratore deve rispettare specifiche fasce orarie di reperibilità, durante le quali è tenuto a trovarsi presso l’indirizzo comunicato. In caso di assenza al momento del controllo, scattano accertamenti per verificare se vi sia una giustificazione valida, come una visita specialistica o un’urgenza documentata.
La mancata reperibilità senza motivo valido è considerata violazione degli obblighi connessi allo stato di malattia.
Cosa rischiano i lavoratori
Le conseguenze di un’assenza ingiustificata alla visita fiscale possono essere rilevanti. La normativa prevede una progressione di sanzioni che incide direttamente sull’indennità economica riconosciuta durante la malattia.
Alla prima assenza ingiustificata può scattare la perdita dell’indennità per un determinato periodo. In caso di recidiva, la decurtazione può diventare più pesante, fino alla sospensione totale del trattamento economico per l’intero periodo di malattia.
Nei casi più gravi, soprattutto se si accerta un comportamento fraudolento o reiterato, il datore di lavoro può avviare un procedimento disciplinare che può arrivare fino al licenziamento per giusta causa. Si tratta di situazioni limite, ma previste dall’ordinamento quando viene meno il rapporto di fiducia tra dipendente e azienda.
I numeri dei controlli nel 2025
I circa 399mila controlli effettuati negli ultimi sei mesi del 2025 indicano una strategia chiara da parte dell’Inps: intensificare le verifiche per garantire maggiore trasparenza nel sistema delle tutele.
L’aumento delle visite fiscali rappresenta anche un segnale verso i datori di lavoro, che possono richiedere controlli nei confronti dei propri dipendenti assenti per malattia. Il monitoraggio più serrato punta a ridurre i casi di assenze non giustificate e a tutelare le risorse pubbliche destinate alle indennità.
Obblighi e attenzione alle regole
Per i lavoratori è fondamentale conoscere con precisione gli obblighi previsti durante la malattia. Comunicare correttamente l’indirizzo di reperibilità, rispettare le fasce orarie e conservare eventuali documenti che giustifichino un’assenza al momento del controllo sono passaggi essenziali per evitare contestazioni.
La stretta dell’Inps sulle visite fiscali non modifica le regole di base, ma aumenta la probabilità di essere sottoposti a verifica. In questo contesto, la corretta gestione del periodo di malattia diventa ancora più importante per non incorrere in sanzioni economiche o disciplinari.
Con l’intensificazione dei controlli nel 2025, il tema delle visite fiscali torna quindi centrale nel rapporto tra lavoratori, aziende e istituzioni, con un impatto diretto sui diritti e sui doveri legati all’assenza per malattia.