Vittoria degli animalisti: è stato chiuso l’allevamento degli orrori a Senigallia

Nel 2018 un investigatore sotto copertura dell’organizzazione Essere Animali, assunto come operaio, filmò con una telecamera nascosta i comportamenti violenti del personale nei confronti dei suini. Le immagini delle violenze sui maiali, tra cui l’uccisione di una scrofa malata a martellate, avevano indignato l’opinione pubblica.
Federico Turrisi 30 luglio 2020

Cadaveri lasciati abbandonati all'aperto, taser elettrici o stanghe di ferro contro maiali impossibilitati a muoversi, pedate sul muso dei suini e altri maltrattamenti di vario tipo, fino ad arrivare all'uccisione di una scrofa malata a colpi di martello. In un allevamento di maiali di Cesano, frazione del comune di Senigallia (provincia di Ancona), si consumava un'autentica fiera degli orrori. Il tutto è stato ripreso nel 2018 dalla videocamera nascosta di un investigatore sotto copertura dell'organizzazione animalista Essere Animali, che si è fatto assumere come operaio nella ditta e ha documentato quello che avveniva al suo interno. Adesso arriva una buona notizia: l'allevamento ha definitivamente chiuso i battenti.

In realtà, la scelta di cessare l'attività è stata del proprietario dello stabilimento, ma per gli animalisti la causa della chiusura è da attribuire alla diffusione dell'indagine. Le immagini fatte circolare da Essere Animali hanno infatti avuto una notevole risonanza mediatica, suscitando l'indignazione generale. Anche l’allora Ministro della Salute Giulia Grillo aveva condannato le violenze in un tweet. In seguito alla denuncia di Essere Animali, era stata lanciata una petizione per chiederne la chiusura immediata che in poco tempo aveva raccolto oltre 280mila persone a cui seguirono due interrogazioni parlamentari e una regionale. Ora possiamo dirlo: questa non è la vittoria di qualcuno in particolare, ma è una piccola vittoria per tutti coloro che hanno a cuore il tema dei diritti degli animali.