Vittoria degli animalisti: l’Egitto dice basta ai tour turistici in cammello e a cavallo

Il Ministro del Turismo egiziano ha annunciato che vieterà le escursioni a dorso di cammello e cavallo nei principali siti archeologici del Paese, incluse le piramidi di Giza, dopo che le associazioni animaliste (in prima fila Peta) avevano denunciato maltrattamenti nei confronti degli animali.
Federico Turrisi 27 Ottobre 2020

Certo, con l'attuale pandemia le possibilità di viaggiare all'estero sono ridotte praticamente a zero. Ma da sempre l'Egitto ha rappresentato una di quelle mete da visitare almeno una volta nella vita. Del resto, come si fa a resistere al fascino delle Piramidi? Attraversare il deserto e arrivare a Giza o a Luxor cavalcando un cammello: quanto deve essere emozionante!

Ma c'è anche il rovescio della medaglia. L'anno scorso Peta Asia ha condotto un'investigazione in cui denunciava le violenze subite dai cavalli e dai cammelli impiegati nelle escursioni con i turisti. Molti degli animali provenivano dal mercato di Birqash, a pochi chilometri dalla capitale Il Cairo, dove venivano picchiati a sangue e tenuti in pessime condizioni sanitarie. Le immagini degli animali denutriti, provati dal caldo torrido e dai maltrattamenti, sono davvero impressionanti.

Per questo l'organizzazione animalista ha accolto con favore la decisione del Ministero del Turismo egiziano di vietare i tour turistici che fanno uso di cammelli, cavalli e anche asini nei principali siti archeologici del Paese, incluse le celeberrime piramidi di Giza. Il divieto dovrebbe entrare in vigore tra poche settimane e, anche se non riguarderà tutto il territorio nazionale, rappresenta sicuramente un importante passo in avanti. Al posto dei quadrupedi, così come raccomandato dalla stessa Peta al Ministero del Turismo egiziano, verranno utilizzati veicoli e autobus elettrici per il trasporto dei turisti. Una maniera sicuramente più ecologica e rispettosa dei diritti degli animali per godersi questi luoghi mozzafiato.