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16 Settembre 2019
16:00

Vuoi ridurre la plastica in ufficio? Comincia dalla tazzina per il caffè

Una soluzione semplicissima e soprattutto che non costa niente. In una piccola azienda di Bergamo hanno fatto un calcolo: sostituendo la plastica monouso con tazzine e cucchiaini riutilizzabili sono stati risparmiati in un anno circa 11 mila bicchierini. Anche nel nostro piccolo si può fare la differenza.

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Vuoi ridurre la plastica in ufficio? Comincia dalla tazzina per il caffè
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Di solito è una presenza fissa in ufficio. Stiamo parlando della macchinetta del caffè, luogo di ritrovo tra colleghi e simbolo stesso della pausa. Pensa solo alla fortunatissima sitcom Camera Café, con Luca e Paolo. Ora però pensa a quanti caffè prendi al giorno. A ogni dose corrisponde molto spesso un bicchierino e una palettina in plastica monouso. Tempo di utilizzo: pochi minuti. Tempo per biodegradarsi: almeno 50 anni.

Non si può rimanere indifferenti davanti a tutto ciò. Se dunque vuoi aiutare l'ambiente in maniera concreta prendi una tazzina in ceramica o in vetro riutilizzabile e, se bevi il caffè con lo zucchero, munisciti di un cucchiaino di acciaio. Hai idea di quanta plastica potresti risparmiare con questi semplici accorgimenti? Qualche conto l'hanno fatto in un'azienda di Bergamo, dove lavorano 15 dipendenti. In media ciascuno di loro beve 3-4 tazzine di caffè al giorno. Hanno chiesto all'azienda produttrice della macchinetta del caffè di eliminare il meccanismo che fa scendere in automatico il bicchierino di plastica. Ciascuno ha la sua tazza e il suo cucchiaino e basta schiacciare un pulsante per godersi un caffè completamente plastic free.

Risultato: in un anno sono stati risparmiati 11 mila bicchieri di plastica. E quella di Bergamo è un'azienda piccolissima.

Perché allora non lo facciamo tutti? È semplicissimo e non costa niente. Comincia tu a dare il buon esempio, convinci gli altri tuoi colleghi a fare lo stesso e anzi valuta di chiedere direttamente al tuo datore di lavoro di imporre un'alternativa ecosostenibile. Sono anche le piccole scelte quotidiane di tutti che consentono di ridurre il nostro impatto sull'ambiente.

Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un pianoforte. E da musicista la parola d’ordine non può che essere una: armonia. Con se stessi, con gli altri, con la natura. Sarà la giovane età, sarà che sono nato in una delle città più inquinate d’Italia, il rispetto per l’ambiente che ci circonda è diventata la stella polare che orienta le mie scelte, dalla spesa che privilegia il più possibile prodotti a filiera corta all’attenzione maniacale quando si fa la raccolta differenziata. Considero un’autentica vocazione poter condividere e trasmettere una filosofia di vita che abbia al centro la sostenibilità e la ricerca del benessere. Nel giornalismo ho trovato il mezzo ideale.