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18 Novembre 2019
15:00

8 anni dopo il disastro nucleare, Fukushima vuole rinascere grazie alle energie rinnovabili

Il nome della città giapponese è ormai associato all'incidente nucleare più grave della storia, insieme a quello di Chernobyl. Ma adesso il governo giapponese vuole fare della prefettura di Fukushima un importante centro strategico per le energie rinnovabili a livello nazionale e coprire il 100% del fabbisogno energetico della regione solo con fonti pulite entro il 2040.

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8 anni dopo il disastro nucleare, Fukushima vuole rinascere grazie alle energie rinnovabili
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Il Giappone è un paese straordinario – scommetto che anche tu una volta nella vita ci vorresti andare in viaggio – però è estremamente fragile, soprattuto per via del rischio sismico altissimo. Nel marzo 2011 uno tsunami, causato da un terremoto di magnitudo 9.0, ha travolto la centrale nucleare di Fukushima Dai-ichi a Ōkuma, nella prefettura di Fukushima, e di recente la regione è stata anche tra le più colpite dal tifone Hagibis. Come l'araba fenice che risorge dalle sue ceneri, a distanza di otto anni dal disastro nucleare più grave della storia, insieme a quello di Chernobyl avvenuto nel 1986, Fukushima si prepara a una rivoluzione green che cambierà radicalmente il suo aspetto.

Il governo giapponese ha infatti annunciato un piano da 300 miliardi di yen (all'incirca l'equivalente di 2,48 miliardi di euro) per realizzare 11 impianti solari e 10 parchi eolici nei territori abbandonati o contaminati, con il proposito di rendere la prefettura di Fukushima 100% rinnovabile entro il 2040. Ma tra gli obiettivi non c'è solo l'autosufficienza dal punto di vista energetico dell'intera regione; l'intento è anche quello di far rinascere Fukushima come un vero e proprio hub per le energie rinnovabili, fornendo elettricità anche all'area metropolitana di Tokyo, la più popolata del mondo con oltre 35 milioni di persone.

Il progetto prevede che entro il 2030 la prefettura di Fukushima sarà in grado di fornire il 13-14% del mix elettrico giapponese, e già oggi dispone di circa 1,5 GW di rinnovabili tra eolico, solare, geotermia, biogas e idroelettrico (nel 2012 la quota di rinnovabili era ferma a 0,4 GW). Un notevole passo in avanti per la martoriata comunità di Fukushima, che così cerca di uscire dal baratro in cui era sprofondata.

Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un pianoforte. E da musicista la parola d’ordine non può che essere una: armonia. Con se stessi, con gli altri, con la natura. Sarà la giovane età, sarà che sono nato in una delle città più inquinate d’Italia, il rispetto per l’ambiente che ci circonda è diventata la stella polare che orienta le mie scelte, dalla spesa che privilegia il più possibile prodotti a filiera corta all’attenzione maniacale quando si fa la raccolta differenziata. Considero un’autentica vocazione poter condividere e trasmettere una filosofia di vita che abbia al centro la sostenibilità e la ricerca del benessere. Nel giornalismo ho trovato il mezzo ideale.