A Carnevale non lanciare coriandoli di plastica: danneggiano l’ambiente e non sono biodegradabili

Dispersi nell’ambiente, difficili da recuperare, facili da dimenticare. I coriandoli di plastica sono ancora molto utilizzati durante i festeggiamenti del Carnevale, tuttavia è tempo di una rivoluzione sostenibile. Alcuni Comuni italiani hanno già iniziato a vietarne l’uso, a favore di un’alternativa sostenibile.
Sara Del Dot 12 febbraio 2020

Carnevale si avvicina e la corsa ai costumi, alle stelle filanti e ai coriandoli sta per cominciare. Le città si preparano ad accogliere migliaia di visitatori mascherati che affolleranno le strade per assistere alle sfilate dei carri lanciandosi addosso schiuma profumata e manciate di piccoli dischetti colorati. Tuttavia, anche nel divertimento non devi dimenticare di prestare attenzione al tuo impatto ambientale. E no, non ti sto dicendo di lasciare a casa bombolette e coriandoli, bensì di sceglierne una versione sostenibile. Sostenibilità che, non è complicato da intuire, non coinvolge le alternative in plastica.

Coriandoli di plastica: lo stop del WWF

Forse sei abituato a vedere pacchi e pacchi pieni di una loro versione in carta, ma i coriandoli esistono anche in veste non biodegradabile, realizzati a partire da scarti di materie plastiche. Un vero e proprio schiaffo all’ecologia, considerato che per loro natura i coriandoli una volta lanciati finiscono inevitabilmente dispersi nell’ambiente e a causa della loro dimensione ridottissima risultano anche molto difficili da recuperare. Senza contare che spesso vengono addirittura sparati con degli appositi “cannoni” monouso che producono anch’essi rifiuti superflui.

Per porre un freno a questo tipo di inquinamento, ormai evitabile con un minimo di buon senso, si è espresso anche il WWF di Grosseto, il cui presidente Luca Passalacqua ha evidenziato il fatto che i coriandoli di plastica non sono biodegradabili e quindi non posso essere lasciati a terra, ma risultano anche difficilissimi da raccogliere con strumenti economici e da differenziare in modo efficace, oltre a rappresentare fonte certa di microplastiche ed essere talmente piccoli da sfuggire almeno in parte in qualche tombino o canale per poi arrivare al mare. L’associazione ambientalista ha sottolineato l’importanza di intervenire alla radice e non ex post attraverso azioni di pulizia condotte magari da volontari. Tutti i Comuni dovrebbero infatti adoperarsi affinché sul loro territorio il Carnevale possa rimanere una festa all’insegna del divertimento senza danneggiare nessuno, ambiente compreso. Alcuni hanno già iniziato a farlo.

La posizione di Venezia

A questo proposito ci sono città che si pongono già qualche passo avanti. Risale infatti alla mattina del 3 febbraio la firma da parte del Sindaco di Venezia Luigi Brungaro dell’ordinanza che vieterà, nel corso dell’intero carnevale, l’utilizzo dei coriandoli e stelle filanti in plastica, ma anche cannoni spara coriandoli, e altri oggetti potenzialmente nocivi per l’ambiente su tutto il territorio comunale, in particolare nel centro storico. Considerata la posizione e il ruolo dell’acqua nell’equilibrio della città, infatti, è risultato fondamentale salvaguardare i canali e quindi il mare dall’inquinamento derivante da festeggiamenti e manifestazioni organizzati nel corso dell’evento forse più frequentato e caotico della città.