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18 Agosto 2020
14:30

Abbigliamento ed economia circolare: una nuova tecnologia consente di produrre una t-shirt da vecchi jeans

Un team di ricercatori tedeschi è riuscito a creare nuovo materiale tessile a partire da abiti realizzati con fibre miste, creando un filato in viscosa a partire dalla polpa del cotone riciclato. In questo modo, sempre meno abiti vecchi finiranno nell’inceneritore o in discarica.

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Abbigliamento ed economia circolare: una nuova tecnologia consente di produrre una t-shirt da vecchi jeans
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Quando finisci di usare un capo d’abbigliamento, che sia un abito o un paio di vecchi jeans, probabilmente la cosa più spontanea che ti viene da fare è regalarlo a qualcuno oppure conferirlo in uno degli appositi bidoni destinati alla raccolta di tessuti usati, così che una larga percentuale di essi possa essere riutilizzata. L’alternativa, fortunatamente sempre meno praticata è farlo finire in discarica oppure in un inceneritore. Perché non sempre i vecchi tessuti sono riciclabili, e tanto è dovuto alla varietà dei materiali che contengono.

È uno dei principali problemi di quella che viene chiamata fast fashion: un abito acquistato a poco prezzo, magari in una catena multinazionale, che dopo appena una o due stagioni viene dimenticato e l’unico desiderio è quello di liberarsene per sempre, anche con un eccesso di leggerezza. Con conseguenze economiche e ambientali decisamente importanti.

Per questo, i tentativi e le idee per riutilizzare questi materiali sono sempre di più. Anche e soprattutto attraverso il superamento di uno dei principali ostacoli del riciclo degli indumenti: la loro composizione, fatta di fibre miste e quindi non riciclabili tutte insieme.

I jeans, ad esempio, oltre a essere realizzati attraverso modalità produttive decisamente poco sostenibili a livello ambientale, di cui ti ho già parlato in questo articolo, contengono oltre al cotone diverse fibre chimiche come il poliestere o elastan.

Ma un team di ricercatori dell’Istituto Fraunhofer, è riuscito a realizzare un nuovo filamento da vecchi tessuti, convertendo la polpa di cotone riciclato in fibra di pura cellulosa.

Tutto è nato dalla richiesta dell’azienda re:newcell di provare a convertire in viscosa fogli di cellulosa. I ricercatori hanno quindi hanno estratto le fibre estranee della polpa ottenendo un filato continuo di fibra composta da cellulosa al 100% che potrebbe essere molto adatto anche alla produzione su scala industriale. Una nuova tecnologia perfetta per implementare sempre di più l’economia circolare in un settore, quello tessile, il cui impatto è necessario arginare.

Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.