Alla scoperta delle meraviglie del Pollino, il parco nazionale più grande d’Italia

Incastonato tra Basilicata e Calabria, il parco nazionale del Pollino è un paradiso per gli amanti delle escursioni in mezzo alla natura, ma riserva anche piacevoli soprese “artistiche” con suggestivi borghi inerpicati su colline e montagne. Nel 2015 è stato riconosciuto come geoparco e inserito dall’Unesco tra i siti patrimonio dell’umanità: scopri come arrivarci e cosa vedere al suo interno.
Federico Turrisi 3 Agosto 2021

L'Italia meridionale è ricca di tesori artistici e naturali di inestimabile valore. Uno di questi è sicuramente il parco nazionale del Pollino, che prende il nome dal massiccio montuoso omonimo all'interno del suo territorio. Situato a cavallo tra Basilicata e Calabria, è l'area protetta più grande del nostro Paese con un'estensione di 192.565 ettari (di cui 88.650 nel versante lucano e 103.915 in quello calabrese).

Nel novembre 2015 il parco nazionale del Pollino viene inserito nella lista globale dei geoparchi stilata dall'Unesco; viene cioè riconosciuto a livello internazionale come un territorio che possiede un patrimonio geologico di particolare valore e una strategia di sviluppo sostenibile del comprensorio. Grazie a questo riconoscimento il parco nazionale del Pollino è diventato così un sito patrimonio dell'umanità.

Parco nazionale del Pollino

Dove si trova

Il parco nazionale del Pollino, come abbiamo detto prima, si trova incastonato tra due regioni, la Basilicata e la Calabria. Il suo territorio comprende tre province (Cosenza, Potenza, Matera), 56 Comuni (di cui 24 in Basilicata e 32 in Calabria), 9 comunità montane e 4 riserve orientate: Rubbio in Basilicata, Raganello, Lao e Argentino in Calabria.

Cosa vedere

La biodiversità ospitata dal parco è estremamente varia, grazie anche al caratteristico microclima della regione. Per quanto riguarda la flora, le fasce più calde, a ridosso delle coste, sono dominate da specie vegetali caratteristiche della macchia mediterranea come l'alloro, il corbezzolo, l’erica, il lentisco, il mirto e il rosmarino. Salendo di quota troviamo querceti, castagneti, aceri e carpini e soprattutto faggeti. In maniera più sporadica ci si può imbattere in alcuni nuclei di abete bianco. Ma il simbolo del parco è il pino loricato, che in Italia vive in maniera naturale esclusivamente in quest'area.

La fauna che abita nel parco nazionale del Pollino non è da meno. Numerosi i mammiferi, tra cui la lepre, la volpe, il riccio, il tasso Qui vivono anche specie a rischio particolarmente protette come il camoscio (di cui rimangono solo una cinquantina di esemplari nel parco) e la lontra. Nel Pollino è presente anche un piccolo nucleo di lupi appenninici. La varietà di uccelli che è possibile vedere nella riserva naturale è notevole: si va dai passeriformi, come il cardellino, la cornacchia e il corvo imperiale, ai rapaci come l'aquila reale, il falco pellegrino, il gufo reale, la poiana e il rarissimo capovaccaio.

All'interno del parco troviamo inoltre alcune tra le montagne più alte del sud d'Italia (basti citare il solo monte Pollino, con i suoi 2.248 metri di altitudine), per molti mesi dell'anno coperte da un manto nevoso. Dalle cime puoi vedere ad occhio nudo sia il mar Tirreno, a est, sia il mar Ionio, a ovest.

Ma il parco nazionale del Pollino non è solo natura. È anche storia, arte, architettura, tradizioni enogastronomiche. All'interno del territorio dell'area protetta ti puoi imbattere in affascinanti borghi antichi, dove ti sembrerà che il tempo si sia fermato. Qualche esempio? Due nomi su tutti: Viggianello, in provincia di Potenza, e Morano Calabro, in provincia di Cosenza. Entrambi i Comuni fanno parte del club dei borghi più belli d'Italia. Un'altra importante attrazione turistica è infine la grotta del Romito (situata nella località di Nuppolara, frazione del comune di Papasidero, in provincia di Cosenza), sito archeologico contenente una delle più antiche testimonianze dell'arte preistorica in Italia.

Attività

Sia sul versante lucano sia sul versante calabro è presente una fitta rete di sentieri, percorribili a piedi oppure in mountain bike. C'è davvero l'imbarazzo della scelta, e si possono raggiungere splendidi punti panoramici. Tra gli itinerari più interessanti segnaliamo quello che da Madonna di Pollino conduce tra i meravigliosi pini loricati di Serra Crispo, oppure quello che parte da Colle Impiso e termina alla vetta del Monte Pollino, passando da Piano Gaudolino. Per escursionisti più esperti è invece il sentiero che dai pressi dell'Orto Botanico di Castrovillari conduce alla Serra Dolcedorme, la vetta più alta del massiccio del Pollino (2.267 metri sopra il livello del mare).

Il parco è famoso anche per i suoi corsi d'acqua: se sei in cerca di emozioni forte ti puoi dare al rafting o alla canoa, per esempio sul fiume Lao che presenta delle caratteristiche adatte a questi tipi di sport. Se invece preferisci una passeggiata tranquilla con i bambini, puoi valutare un'escursione al Bosco Magnano, nel comune di San Severino Lucano, immerso nelle foreste di cerri e di faggi.

Come arrivare

Adesso che conosci le meraviglie presenti al suo interno, ti chiederai come si arriva al parco nazionale del Pollino: da qualsiasi parte d'Italia tu parte, puoi raggiungerlo comodamente in auto percorrendo l'autostrada Salerno-Reggio Calabria e prendendo l'uscita per Lauria Sud, Laino o Campotense, proseguendo poi fino a Rotonda, che è servita anche da alcune linee di autobus che ti porteranno nei pressi di questo comune in provincia di Potenza.

Se invece vuoi arrivarci in treno, puoi farlo raggiungendo la stazione ferroviaria di Sapri, in provincia di Salerno, che si trova a circa 70 chilometri da Rotonda.

(Modificato da Alessandro Bai il 31-8-2021)