
Ormai, purtroppo, dovresti avere ben chiaro il significato di Grindadrap: è la tradizione diffusa nelle isole Fær Øer, appartenenti alla Danimarca, che consiste nell'uccisione di massa di globicefali, balene e delfini, una pratica che è radicata nella cultura degli abitanti locali che continuano ad apprezzarla e difenderla, nonostante sia difficile al giorno d'oggi trovare anche un solo motivo per giustificare questo atto crudele e macabro, che si ripete ogni anno.
Naturalmente, come accade da anni, l'organizzazione no profit Sea Shepherd è attiva su questo fronte per sensibilizzare le persone di tutto il mondo su questa mattanza, nella speranza che una maggiore conoscenza del problema possa prima o poi cambiare le cose. Ad ora, però, tutto rimane com'è sempre stato: anche nel 2021 i faroesi stanno continuando ad uccidere i cetacei nel solito modo, sparando in aggiunta un proiettile contro un drone, controllato dall'Ong, in volo per riprendere la Grindadrap.
A documentare il tutto è un video pubblicato dalla stessa Sea Shepherd sui canali social, che ha bisogno di ben poche spiegazioni. Il filmato è stato girato il 27 giugno 2021 nella località di Hvannasund, uno dei luoghi dove vengono comunemente uccisi i cetacei durante la Grindadrap.
In un paio di minuti, le riprese mostrano lo spettacolo brutale del mare che si tinge di rosso, oltre un centinaio di corpi di globicefali senza vita fermi sulla riva e i ripetuti tentativi di una barca guidata dai cacciatori di spingere altri esemplari verso acque più basse per poi ucciderli. Ad un certo punto, però, uno dei partecipanti alla mattanza affacciato sul molo estrae una pistola e con un colpo raggiunge il drone di Sea Shepherd, che miracolosamente riesce a mantenersi in volo per poi posarsi in sicurezza in un luogo sicuro. L'Ong ha denunciato l'accaduto alla polizia, ma purtroppo questo non basterà a impedire che la Grindadrap continui ad uccidere cetacei innocenti: tutto quel che puoi fare, al momento, è spiegare a più persone possibile cosa accade alle Faroe, aspettando il momento in cui il mondo intero deciderà di dire "basta!" ad un massacro che non ha più senso definire "tradizione".