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20 Maggio 2021
13:00

Anche quest’anno alle isole Fær Øer ritorna la Grindadrap, la tradizionale mattanza di cetacei

Le prime uccisioni sono già avvenute lo scorso aprile, denuncia il gruppo ambientalista Sea Shepherd. Ogni anno la storia si ripete: per gli abitanti dell'arcipelago è ancora sentita come una tradizione secolare intoccabile, eppure la grindadrap appare ormai soltanto una crudeltà senza senso nei confronti degli animali.

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Anche quest’anno alle isole Fær Øer ritorna la Grindadrap, la tradizionale mattanza di cetacei
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Non c'è pace per i cetacei che nuotano nelle acque del Nord Atlantico intorno alle isole Fær Øer (che appartengono alla Danimarca). L'organizzazione Sea Shepherd, che si occupa della salvaguardia della fauna e degli ambienti marini, ha già denunciato il primo caso di grindadrap del 2021; un branco composto da una trentina di globicefali è stato avvistato vicino all’isola Haralssund, nel nordest dell’arcipelago, ed è stato spinto verso la spiaggia di Hvannasund. Dopo aver cercato per tre ore di sfuggire alle barche (nove, stando alle informazioni diffuse dai media locali), almeno una dozzina di globicefali sono stati uccisi. Il timore è che molto probabilmente si tratti del primo episodio di una lunga serie.

La grindadrap (“uccisione della balena”, letteralmente) in passato poteva avere anche un senso, perché in fondo la pesca delle balene rappresentava un'importante fonte di sostentamento per la comunità locale. Ma organizzare una vera e propria battuta di caccia con lo scopo preciso di uccidere quanti più cetacei possibili è qualcosa di inammissibile nel 2021. Gli animali infatti vengono sospinti verso la costa, dove l'acqua è più bassa, e una volta spiaggiati vengono infilzati dagli abitanti delle isole. Un macabro rito che si ripete ogni anno. È il momento di dire basta.

Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un pianoforte. E da musicista la parola d’ordine non può che essere una: armonia. Con se stessi, con gli altri, con la natura. Sarà la giovane età, sarà che sono nato in una delle città più inquinate d’Italia, il rispetto per l’ambiente che ci circonda è diventata la stella polare che orienta le mie scelte, dalla spesa che privilegia il più possibile prodotti a filiera corta all’attenzione maniacale quando si fa la raccolta differenziata. Considero un’autentica vocazione poter condividere e trasmettere una filosofia di vita che abbia al centro la sostenibilità e la ricerca del benessere. Nel giornalismo ho trovato il mezzo ideale.