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30 Giugno 2021
12:30

Anche la Nuova Zelanda dice stop alla plastica monouso: tra il 2022 e il 2025 addio a posate, cotton fioc, packaging ed etichette

Anche la Nuova Zelanda organizza la propria lotta contro la plastica usa e getta. Dal 2022 al 2025 il Paese seguirà un percorso preciso per l’abolizione di determinati prodotti monouso come packaging, Cotton fioc, cannucce e stoviglie. Con ulteriori piani per il futuro.

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Anche la Nuova Zelanda dice stop alla plastica monouso: tra il 2022 e il 2025 addio a posate, cotton fioc, packaging ed etichette
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L’addio alla plastica monouso non è soltanto una questione europea. In tutto il mondo, infatti, l’utilizzo di prodotti usa e getta fatti da questo materiale si è posto al centro del dibattito come uno dei punti principali su cui intervenire in vista di una maggiore tutela ambientale.

Così, alle soglie dell’entrata in vigore della direttiva europea SUP (Single-Use-Plastic) , prevista per il 3 luglio anche la Nuova Zelanda ha voluto fare la sua parte. Domenica 27 giugno, infatti, il ministro dell’Ambiente David Parker ha annunciato il percorso di eliminazione graduale dei prodotti monouso nel Paese.

Cotton fioc in plastica, packaging dei prodotti alimentari, stoviglie, cannucce ed etichette della frutta verranno quindi eliminati nell’arco di tempo tra il 2022 e il 2025. Un obiettivo ambizioso, certo, ma non irraggiungibile.

Secondo le stime, infatti, ogni giorno i cittadini neozelandesi gettano via 159 grammi di rifiuti in plastica monouso a testa. Una cifra che rende il Paese uno dei maggiori produttori di rifiuti di questo genere al mondo.

Un ottimo passo per la Nuova Zelanda, insomma, ma non sufficiente per combattere davvero la piaga dell'inquinamento da plastica. Uno dei settori in cui maggiormente si producono questi rifiuti, infatti, è quello edile (costruzione e demolizione) e non viene toccato da questa nuova normativa.

Oltre a questi oggetti ben conosciuti, il Paese sta anche elaborando un piano per bandire anche salviette umidificate e le “cups” del caffè, a cui però sarà necessario trovare delle nuove  soluzioni valide. Per questo, il Governo ha annunciato un fondo per le imprese proprio per la ricerca di nuove alternative alla plastica monouso.

Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.