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7 Settembre 2021
12:30

Anche la Russia è pronta a dire addio alla plastica monouso

A darne l'annuncio, durante l'Eastern Economic Forum che si è svolto a Vladivostok, è stato il ministro delle risorse naturali e dell’ambiente Alexander Kozlov: entro il 2024 cannucce, piatti, posate e altri articoli in plastica usa e getta saranno messi al bando e dovranno essere sostituiti con alternative più sostenibili.

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Anche la Russia è pronta a dire addio alla plastica monouso
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Plastica monouso? "Niet, spasibo". Ovvero, no grazie! A partire dal 2024 in Russia non potranno più essere commercializzati diversi prodotti in plastica usa e getta, tra cui cannucce, cotton fioc, piatti, stoviglie, bicchieri, capsule per il caffè, bottiglie in Pet opache o colorate e alcuni tipi di sacchetti. Al loro posto alternative riutilizzabili oppure realizzate con materiali ecosostenibili.

La decisione è stata comunicata dal ministro delle Risorse naturali e dell’Ambiente Alexander Kozlov all'agenzia di stampa russa Tass, a margine dell'Eastern Economic Forum che si è tenuto nella città russa di Vladivostok dal 2 al 4 settembre. Kozlov ha affermato che il suo ministero e quello dell'Industria e del Commercio stanno lavorando alla stesura dell'elenco dei 28 prodotti in plastica usa e getta che dovranno rientrare nel divieto. L'intenzione è quella di far scattare la misura dal 2024 in maniera tale da dare il tempo alle aziende produttrici di adeguarsi.

La Russia sceglie così di seguire la strada indicata anche dall'Unione Europea. Come saprai, dallo scorso 3 luglio è entrata in vigore la direttiva Sup (single-use plastic) che prevede il bando di alcune categorie di prodotti in plastica monouso e la limitazione di altri per cercare di contrastare il problema dell'inquinamento marino dovuto alla dispersione di rifiuti plastici.

Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un pianoforte. E da musicista la parola d’ordine non può che essere una: armonia. Con se stessi, con gli altri, con la natura. Sarà la giovane età, sarà che sono nato in una delle città più inquinate d’Italia, il rispetto per l’ambiente che ci circonda è diventata la stella polare che orienta le mie scelte, dalla spesa che privilegia il più possibile prodotti a filiera corta all’attenzione maniacale quando si fa la raccolta differenziata. Considero un’autentica vocazione poter condividere e trasmettere una filosofia di vita che abbia al centro la sostenibilità e la ricerca del benessere. Nel giornalismo ho trovato il mezzo ideale.