Anche le compagnie petrolifere devono impegnarsi di più a ridurre le emissioni: decisione storica di un tribunale in Olanda

La corte distrettuale dell’Aia ha condannato Shell, una delle principali multinazionali del settore fossile al mondo, a tagliare del 45% le sue emissioni nette di Co2 entro il 2030 rispetto ai livelli del 2019. Per le organizzazioni ambientaliste si tratta di una sentenza importantissima, dal momento che potrebbe rappresentare un precedente.
Federico Turrisi 27 Maggio 2021

Nella lotta contro il cambiamento climatico anche le società del fossile sono chiamate a fare la loro parte, riducendo drasticamente le emissioni di CO2 legate alle loro attività. In caso contrario, vanno contro i diritti umani, in primis . Potremmo riassumere così il significato della sentenza emessa da un tribunale dell'Aia, nei Paesi Bassi, che, nella causa che vedeva di fronte il colosso petrolifero fossile Shell e un gruppo di associazioni ambientaliste, ha dato ragione a queste ultime. Il piano di decarbonizzazione di Shell non è stato ritenuto all'altezza e i giudici hanno stabilito l'obbligo per il gruppo olandese di ridurre le sue emissioni nette di anidride carbonica del 45% entro il 2030 rispetto ai livelli del 2019.

Gli ambientalisti parlano di una "vittoria storica", dal momento che per la prima volta un tribunale ha condannato una multinazionale per il suo scarso  del cambiamento climatico, denotandolo come una possibile violazione di alcuni diritti fondamentali, come il diritto alla vita. Da parte sua, Shell ha risposto che sta investendo miliardi di dollari in progetti per ridurre le emissioni di carbonio e che ricorrerà in appello contro la sentenza dei giudici.

Resta il fatto che un verdetto del genere potrebbe segnare uno spartiacque. Che sia davvero giunta l'ora del tramonto per i combustibili fossili? Sicuramente nel percorso che porta alla carbon neutrality entro il 2050, come prevede il Green Deal europeo, la transizione energetica (e quindi il graduale passaggio dalle fonti fossili alle rinnovabili) rappresenta un tassello fondamentale. Del resto, non ci sono molte alternative se vogliamo rispettare l'Accordo di Parigi, e quindi contenere il riscaldamento globale sotto i 2 gradi centigradi rispetto all'epoca pre-industriale. Ne va della sopravvivenza di tutti, e in particolare delle future generazioni.