Anna di Parents for Future: “Scendo in piazza insieme a mia figlia di 15 anni per difendere il Pianeta”

Anna vive a Ferrara, ha una figlia di 15 anni e ha deciso di unirsi a lei nella lotta contro il cambiamento climatico. Con lei, sono tante altre le persone “adulte” che hanno deciso di supportare e aiutare il movimento dei Fridays for Future. Sono i loro “Parents”, genetici o simbolici.
Sara Del Dot 20 dicembre 2019

Da quando è apparso per la prima volta, il movimento dei Fridays for Future si è contraddistinto per la sua composizione giovane e giovanissima, perfettamente in linea con l’età della sua determinata leader adolescente, Greta. Ma a voler lottare per il clima non sono soltanto i ragazzi il cui futuro è in gioco. Anche gli adulti vogliono fare la loro parte, siano i loro genitori oppure no, per garantire alle nuove generazioni una vita su questo Pianeta che sia sana e soddisfacente. Per questo, anche i “grandi” hanno scelto di riunirsi, scendere in piazza accanto ai giovani attivisti per offrire loro supporto ed esperienza, ma soprattutto per riuscire ad ampliare il target della lotta per clima, una lotta che, in effetti, di target specifici non ne ha.

Per capire meglio la realtà dei Parents for Future abbiamo parlato con Anna Zonari, mamma che, oltre a supportare sua figlia negli scioperi, ha deciso di scendere in piazza accanto a lei e impegnarsi perché possa raggiungere un risultato concreto.

“Intanto è bene specificare che con ‘parents’ intendiamo sì ‘genitori’, ma in senso allargato, non solo genetico, di sangue. Siamo semplicemente un gruppo di adulti che hanno a cuore il futuro delle nuove generazioni, quindi tra di noi ci sono anche persone che non hanno figli.”

Di figlia, Anna, ne ha una. Ha 15 anni e come tanti suoi coetanei partecipa agli scioperi.

“Al primo sciopero per il clima, a marzo 2019, mia figlia ha partecipato e io ho simpatizzato. Ma è stato solo durante l’estate che personalmente ho approfondito, ho iniziato a documentarmi e ho finalmente iniziato ad aprire gli occhi rendendomi conto che la situazione andava ben al di là di quello che pensavo. Ho preso atto della situazione, del gravissimo stato delle cose. A quel punto ho deciso di attivarmi e iniziare a prendere contatti con altri gruppi di genitori che avevano risposto all’appello di Greta che aveva chiesto a tutti, anche agli adulti, di partecipare e dare una mano.”

Quando capisce che anche in Italia si sono costituiti dei gruppi di genitori “for Future”, Anna inizia ad avvicinarsi e a capire come si muovono, in che modo agiscono per sensibilizzare l’opinione pubblica. Poi decide di iniziare a darsi da fare in prima persona.

“Nei primi giorni di autunno ho deciso di far partire un gruppo anche nella mia città, a Ferrara. In totale ad oggi siamo 11 gruppi in Italia, tutti collegati tra loro.”

Sebbene sia “dedicato” agli adulti, però, il movimento dei Parents for Future non si discosta dai Fridays.

“Questo movimento è nato per sostenere i Fridays for Future, non è un movimento indipendente. Noi vogliamo esprimere gli stessi identici concetti, semplicemente con la voce delle generazioni un po’ più adulte. Le richieste sono le stesse, il documento di riferimento è la dichiarazione di Losanna, non è un movimento di opinioni ma vogliamo dare voce alla scienza. In più, alcuni gruppi si stanno attivando per promuovere progetti locali, che mirano a ridurre l’impatto della CO2. L’idea è che oltre alla sensibilizzazione ci si possa anche impegnare in progetti concreti nelle comunità.”

Un movimento che non si distacca, ma anzi integra e fortifica quello dei giovanissimi, perché l’obiettivo è unico e coinvolge tutti, nessuno escluso.

“È naturale che una persona adulta abbia più esperienza rispetto a un adolescente, è un dato oggettivo. Ma questo non significa che l’azione di un adulto sia più incisiva di quella di un giovane, soprattutto quando le cose che vengono chieste sono le stesse. Anzi, in questo anno e mezzo di iniziative l’incisività l’hanno avuta i giovani. La cosa interessante del movimento dei Parents, che non è altro che una sfaccettatura dei Fridays for Future, è il fatto che può aiutare a raggiungere con più facilità altri genitori, quindi una fascia di popolazione a cui i ragazzi difficilmente arrivano. Siamo come un veicolo, uno strumento per ampliare la rete e la lotta. I ragazzi sono già molto competenti, anche nel dialogo con le istituzioni, grazie anche al fatto che molti di loro frequentano l’università.”

Il futuro, per Anna, non è roseo. Ma la speranza che qualcosa possa cambiare è sempre accesa.

“Continuano a dirci che abbiamo davvero pochissimo tempo. E realisticamente non so se in questo poco tempo riusciremo a sortire gli effetti che sarebbero necessari. Mai come prima d’ora un movimento con temi ambientali è riuscito a portare in piazza così tanta gente e nonostante questo i gas serra e la CO2 stanno continuando ad aumentare. Mi auguro davvero che ci siano dei cambiamenti in tal senso e mi auguro anche che il movimento dei Fridays, e allo stesso tempo quello dei Parents, riesca ad aggiungere un pezzo importante, che è quello di occuparsi di progetti capaci di ridurre l’impatto ambientale a livello locale, di comunità.”