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12 Maggio 2026
12:36

Artrite reumatoide, scoperta la fase “fantasma”: la malattia può iniziare anni prima dei sintomi

Una nuova ricerca americana ha scoperto che l’artrite reumatoide comincia molto prima dei dolori articolari. Il sistema immunitario entrerebbe in una fase silenziosa e invisibile anni prima della diagnosi.

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Artrite reumatoide, scoperta la fase “fantasma”: la malattia può iniziare anni prima dei sintomi
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L’artrite reumatoide potrebbe iniziare molto prima di quanto si pensasse. Non con il dolore alle articolazioni, la rigidità o l’infiammazione evidente, ma attraverso una lunga fase nascosta che agisce in silenzio dentro il corpo.

È quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista Science Translational Medicine e condotto da un gruppo di ricercatori americani provenienti da istituti come l’Allen Institute, l’Università del Colorado Anschutz e l’Università della California San Diego.

Gli scienziati hanno identificato quella che definiscono una vera e propria fase “fantasma” della malattia: un periodo in cui il sistema immunitario comincia già ad attaccare l’organismo, anche se i sintomi non sono ancora comparsi.

La ricerca ha seguito per sette anni persone considerate ad alto rischio di sviluppare artrite reumatoide perché portatrici degli anticorpi ACPA, biomarcatori associati alla malattia.

Durante questo lungo monitoraggio, i ricercatori hanno osservato cambiamenti profondi nel sistema immunitario molto prima della comparsa dei primi dolori articolari.

Il dato più sorprendente è che l’infiammazione risultava già diffusa in tutto l’organismo e non limitata alle articolazioni.

Secondo gli studiosi, questo cambia completamente il modo di vedere l’artrite reumatoide: non più soltanto una patologia articolare, ma una malattia autoimmune sistemica che si sviluppa lentamente e in modo subdolo.

L’analisi delle cellule immunitarie ha mostrato anomalie importanti nei linfociti B e nei linfociti T, coinvolti normalmente nella difesa dell’organismo.

In particolare, alcune cellule immunitarie risultavano già “programmate” per attaccare i tessuti sani molto tempo prima della malattia conclamata.

I ricercatori hanno scoperto anche alterazioni epigenetiche, cioè modifiche che cambiano il comportamento delle cellule senza alterare il DNA.

Persino cellule immunitarie considerate “vergini”, che non avevano ancora reagito contro alcun agente esterno, mostravano segni di una trasformazione anomala.

Un altro elemento che ha colpito gli studiosi riguarda i monociti presenti nel sangue: queste cellule avevano caratteristiche molto simili a quelle trovate nelle articolazioni infiammate dei pazienti già malati.

In pratica, il corpo sembrava prepararsi all’infiammazione articolare anni prima che questa diventasse visibile.

Secondo gli autori dello studio, la scoperta potrebbe aprire la strada a una rivoluzione nella diagnosi precoce.

Intercettare l’artrite reumatoide nella fase silenziosa significherebbe infatti poter intervenire prima dei danni irreversibili alle articolazioni.

Oggi la malattia viene spesso diagnosticata quando il processo infiammatorio è già avanzato e il paziente convive da tempo con dolore cronico e rigidità.

In futuro, invece, i nuovi biomarcatori potrebbero permettere di identificare le persone più a rischio e iniziare trattamenti preventivi prima ancora della comparsa dei sintomi.

Restano però ancora molte domande aperte: non è chiaro cosa faccia scattare il processo autoimmune né perché alcune persone sviluppino la malattia mentre altre restino sane.

La ricerca rappresenta comunque uno dei passi più importanti degli ultimi anni nella comprensione dell’artrite reumatoide e potrebbe cambiare radicalmente l’approccio alla prevenzione.