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12 Maggio 2026
13:02

Hantavirus, dai sintomi al contagio: quando bisogna preoccuparsi e come si previene davvero

Dopo il focolaio registrato sulla nave MV Hondius, cresce l’attenzione sugli hantavirus. Il ministero della Salute ha chiarito come avviene il contagio, quali sono i sintomi e quando è necessario rivolgersi a un medico.

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Hantavirus, dai sintomi al contagio: quando bisogna preoccuparsi e come si previene davvero
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L’attenzione sugli hantavirus è aumentata nelle ultime settimane dopo il focolaio registrato a bordo della nave da crociera MV Hondius, dove sono stati individuati diversi casi sospetti e confermati, alcuni dei quali mortali.

Per rispondere ai dubbi più frequenti dei cittadini, il ministero della Salute ha pubblicato una serie di chiarimenti sul virus, spiegando come avviene il contagio, quali sintomi osservare e quando è opportuno rivolgersi a un medico.

Gli hantavirus sono un gruppo di virus trasmessi principalmente dai roditori. L’infezione può provocare malattie anche molto gravi nell’uomo, soprattutto se non riconosciute in tempo.

Il contagio avviene soprattutto attraverso il contatto con urine, saliva o feci di roditori infetti. Una delle modalità più comuni è l’inalazione di particelle virali presenti nella polvere contaminata.

Più raramente il virus può trasmettersi attraverso morsi di roditori. La trasmissione da persona a persona, invece, è considerata molto rara ed è stata documentata soprattutto con il cosiddetto virus Andes nelle Americhe, in presenza di contatti stretti e prolungati.

Secondo quanto comunicato dal ministero, il rischio per la popolazione generale resta comunque basso, soprattutto in Europa e in Italia.

I sintomi possono comparire anche diverse settimane dopo l’esposizione al virus. In genere l’incubazione varia da una a otto settimane.

Nelle fasi iniziali possono manifestarsi febbre alta, mal di testa, dolori muscolari, nausea, vomito e dolore addominale.

In alcuni casi però la situazione può peggiorare rapidamente.

Le forme più aggressive osservate nelle Americhe possono provocare una sindrome cardiopolmonare molto grave, con difficoltà respiratorie importanti e problemi cardiaci.

In Europa e Asia, invece, gli hantavirus sono più spesso associati a febbre emorragica con interessamento dei reni, che nei casi più seri può portare a insufficienza renale e alterazioni della coagulazione.

Gli esperti consigliano di contattare il medico soprattutto in presenza di febbre alta e difficoltà respiratorie dopo un possibile contatto con roditori o dopo viaggi in aree dove il virus è presente.

Al momento non esiste una terapia antivirale specifica contro gli hantavirus. Le cure sono principalmente di supporto e risultano molto più efficaci quando la diagnosi arriva precocemente.

Non esiste neppure un vaccino universale contro tutte le forme del virus.

Per quanto riguarda la prevenzione, il punto fondamentale resta evitare il contatto con roditori e ambienti contaminati.

Gli esperti consigliano di arieggiare bene locali chiusi come cantine, soffitte o magazzini prima di pulirli, evitando di sollevare polvere secca che potrebbe contenere particelle infette.

Durante le pulizie possono essere utili guanti e mascherine, soprattutto in ambienti dove sono presenti tracce di roditori.

Anche una corretta igiene delle mani e la pulizia degli ambienti domestici aiutano a ridurre il rischio.

Il ministero della Salute ribadisce infine che il monitoraggio dei casi e l’identificazione tempestiva di eventuali contagi restano essenziali per limitare la diffusione del virus.