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24 Febbraio 2021
14:30

“Basta animali allevati in gabbia”: la lettera di 140 scienziati rivolta all’Unione Europea

Gli scienziati scrivono ai vertici dell'Ue per chiedere di dare seguito all'iniziativa dei cittadini europei "End the Cage Age", firmata da 1,4 milioni di persone, per eliminare gradualmente l'uso delle gabbie negli allevamenti del Vecchio Continente. Tra i firmatari ci sono anche 12 italiani e la celebre etologa Jane Goodall.

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“Basta animali allevati in gabbia”: la lettera di 140 scienziati rivolta all’Unione Europea
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"Il dibattito scientifico sulle gabbie è chiaro: gli animali d'allevamento europei vivono in condizioni miserabili, confinati in piccoli spazi. A molti sono negati comportamenti naturali importanti e basilari. Esistono metodi migliori di allevamento, pertanto chiediamo alla Commissione europea di aggiornare la legislazione in modo da rispecchiare ciò che tutti sappiamo essere vero: nessun animale d'allevamento dovrebbe soffrire in una gabbia".

Inizia così la lettera che 140 tra scienziati e personalità del mondo accademico e della divulgazione scientifica (tra cui la celebre etologa britannica Jane Goodall) hanno inviato alla presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, al vicepresidente e commissario responsabile per il Green Deal Hans Timmermans, ai commissari all’Agricoltura e alla Salute alimentare Janusz Wojciechowski e Stella Kyriakides, chiedendo una svolta per gli animali allevati. Nell'Unione europea ce ne sono oltre 300 milioni rinchiusi in gabbia.

"La ricerca scientifica – si legge nel documento – mostra che le gabbie hanno gravi svantaggi per il benessere degli animali; il loro uso non è coerente con il riconoscimento degli animali come esseri senzienti. In ogni caso esistono alternative commercialmente valide in grado di garantire un benessere migliore". Gli scienziati firmatari della lettera chiedono dunque l'eliminazione graduale (in inglese phase out) dell'uso delle gabbie negli allevamenti europei, sostenendo così la campagna "End the Cage Age" promossa da 170 organizzazioni ambientaliste e animaliste e a cui hanno aderito quasi 1,4 milioni di cittadini europei.

La petizione è già arrivata sul tavolo della Commissione e del Parlamento europeo sotto forma di ICE, Iniziativa dei cittadini europei (una specie di legge di iniziativa popolare) e dovrebbe essere a breve discussa. Il sistema degli allevamenti intensivi sta mostrando ormai tutte le sue crepe: è il momento di cambiare pagina e di indirizzare la legislazione europea verso un modello più rispettoso del benessere degli animali. Anche come consumatori di prodotti di origine animale non potremmo che trarre benefici dall'addio alle gabbie.

Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un pianoforte. E da musicista la parola d’ordine non può che essere una: armonia. Con se stessi, con gli altri, con la natura. Sarà la giovane età, sarà che sono nato in una delle città più inquinate d’Italia, il rispetto per l’ambiente che ci circonda è diventata la stella polare che orienta le mie scelte, dalla spesa che privilegia il più possibile prodotti a filiera corta all’attenzione maniacale quando si fa la raccolta differenziata. Considero un’autentica vocazione poter condividere e trasmettere una filosofia di vita che abbia al centro la sostenibilità e la ricerca del benessere. Nel giornalismo ho trovato il mezzo ideale.