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17 Settembre 2026
12:32

Bere la propria pipì fa bene? Bassetti contro l’urinoterapia: «Sconcertato da chi lo fa»

Matteo Bassetti interviene sull’urinoterapia e critica duramente la pratica di bere la propria urina: «Non c’è nessuna evidenza scientifica di benefici».

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Bere la propria pipì fa bene? Bassetti contro l’urinoterapia: «Sconcertato da chi lo fa»
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Bere la propria urina pensando di ottenere dei benefici. È la pratica conosciuta come urinoterapia, tornata al centro dell’attenzione dopo l’intervento sui social di Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie Infettive dell’Irccs Ospedale Policlinico San Martino di Genova.

L’infettivologo si è detto «sconcertato» dal fatto che alcune persone ricorrano ancora a questa pratica e ha pubblicato un video per contestare le proprietà che le vengono attribuite.

Il messaggio di Bassetti è molto chiaro: secondo il medico non esistono evidenze scientifiche dei presunti vantaggi dell’urinoterapia e la pratica potrebbe comportare dei rischi.

Cos’è l’urinoterapia

Con il termine urinoterapia viene indicata una pratica alternativa che prevede l’utilizzo dell’urina, compresa la sua ingestione, nella convinzione che possa produrre determinati effetti sull’organismo.

Nel testo che ha accompagnato il suo intervento social, Bassetti ha fatto riferimento alle proprietà che alcuni sostenitori attribuiscono alla pratica, dal sistema immunitario alle allergie fino ai problemi della pelle.

L’infettivologo contesta proprio queste convinzioni, sostenendo che non siano supportate da prove scientifiche.

Bassetti: «Ci sono persone che bevono la pipì»

È stato lo stesso Bassetti a richiamare l’attenzione sull’argomento attraverso i social.

Il medico ha raccontato di essere rimasto colpito dal fatto che esistano persone che bevono la propria urina attribuendole finalità curative oppure nell’ambito di altre pratiche.

Il suo intervento punta soprattutto contro la diffusione online di comportamenti presentati come rimedi alternativi senza, secondo quanto sostiene, un adeguato fondamento scientifico.

«Non c’è nessuna evidenza scientifica»

Bassetti insiste soprattutto su un punto. A suo giudizio non esistono prove che bere urina possa determinare i benefici che vengono talvolta descritti online.

«Non c'è nessuna evidenza scientifica che possano portare dei benefici», afferma nel video.

L’infettivologo sostiene inoltre che l’ingestione possa esporre a conseguenze indesiderate, facendo riferimento nella sua comunicazione anche alla possibilità di infezioni o intossicazioni.

Le affermazioni riportate sono quelle formulate da Bassetti nel suo intervento e non rappresentano indicazioni terapeutiche per casi individuali.

Il racconto della puntata de La Zanzara

Nel video Bassetti ricorda anche un episodio visto durante La Zanzara, il programma radiofonico di Radio 24.

L’infettivologo racconta di aver visto una donna bere la propria urina dopo averla lasciata per un certo periodo sul davanzale.

È proprio questo ricordo che Bassetti utilizza per ribadire la propria contrarietà all’urinoterapia e alle presunte proprietà curative che alcune persone le attribuiscono.

L’avvertimento anche sull’urina di altre persone

L’intervento dell’infettivologo non riguarda soltanto chi beve la propria urina.

Bassetti sottolinea che, secondo la sua valutazione, sarebbe ancora più rischioso ingerire quella di un’altra persona.

Il medico invita quindi a non seguire pratiche diventate popolari attraverso testimonianze, contenuti social o teorie prive, secondo quanto afferma, di riscontri scientifici.

Il paragone utilizzato da Bassetti

Per rendere più immediato il proprio messaggio, Bassetti utilizza anche una metafora.

Secondo l’infettivologo, reintrodurre nell’organismo ciò che il corpo ha eliminato sarebbe come far uscire qualcosa dalla finestra per poi riportarlo dentro dalla porta principale.

Una spiegazione volutamente semplice con la quale il medico cerca di raggiungere soprattutto il pubblico dei social.

L’urinoterapia e le presunte proprietà diffuse online

Il punto centrale della polemica riguarda quindi la distanza tra le proprietà attribuite all’urinoterapia da chi la pratica e la posizione espressa da Bassetti.

L’infettivologo parla esplicitamente di presunti benefici e sottolinea l’assenza, secondo quanto afferma, di prove di efficacia.

Il fenomeno si inserisce nel più ampio dibattito sulla diffusione online di rimedi e pratiche alternative presentate come soluzioni per il benessere personale.

L’appello finale dell’infettivologo

Bassetti conclude il suo intervento con un invito molto netto a evitare l’urinoterapia.

Il medico ripete più volte la parola «attenzione» e mette in guardia chi potrebbe essere incuriosito dai contenuti che circolano online.

La sua posizione non lascia spazio ad ambiguità: nessun beneficio dimostrato, secondo quanto sostiene l’infettivologo, e una pratica che invita a non seguire.

L’intervento di Matteo Bassetti riporta così l’attenzione sull’urinoterapia e, soprattutto, sul modo in cui presunti rimedi possono ottenere grande visibilità attraverso internet e i social anche in assenza, secondo il medico, di evidenze scientifiche a loro sostegno.