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1 Luglio 2019
12:00

Caccia alle balene in Giappone: ripresa oggi dopo 30 anni la crudele attività

Erano state lasciate in pace per oltre trent’anni. A partire da questa mattina, però, l’incubo per le balene ricomincia. Il Giappone infatti ha ripreso la caccia agli enormi cetacei, di cui potranno essere uccisi 227 esemplari entro la fine dell’anno, e solo in acque giapponesi.

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Caccia alle balene in Giappone: ripresa oggi dopo 30 anni la crudele attività
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Che la caccia alle balene in Giappone sarebbe ripresa nel luglio del 2019, il Giappone lo aveva già anticipato alla fine dell’anno scorso. E, purtroppo, ha tenuto fede alla parola data. Puntuali come un orologio svizzero, questa mattina cinque baleniere sono salpate dal porto di Shimonoseki e da Kushiro per ricominciare la sanguinosa caccia agli enormi cetacei, che fino a oggi erano stati lasciati in pace per oltre 30 anni.

Già, perché nel 1982 l’Iwc, International Whaling Commission, ovvero l’organizzazione internazionale che si occupa di regolare la caccia alle balene nel mondo, aveva promosso una moratoria alla caccia di balene a fini commerciali, entrata in vigore quattro anni dopo, nel 1986. Anche il Giappone, che era entrato a far parte dell’Iwc nel 1951 e aveva accolto la moratoria nel 1988, avrebbe dovuto interrompere la caccia ai cetacei, anche se ha continuato a farlo per anni giustificando le proprie attività come ricerca scientifica, motivazione che è stata considerata dagli esperti una vera e propria copertura per poter proseguire la caccia commerciale senza il rischio di incorrere in sanzioni.

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Già l’anno scorso il Paese aveva richiesto il permesso di tornare a dedicarsi alla caccia commerciale restando però all’interno dell’Iwc. Dopo il secco “no” ricevuto, ha quindi preso la decisione di ritirarsi direttamente dall’organizzazione, riprendendo la tanto controversa caccia proprio questa mattina.

Il Ministero dell’Agricoltura, delle Foreste e della Pesca giapponese, ha però istituito alcuni limiti per gestire queste attività. La caccia potrà avvenire esclusivamente nelle acque territoriali giapponesi ed entro la zona economica esclusiva del Giappone, non potranno essere effettuate spedizioni in Antartide e fino a fine 2019 il numero di balene cacciabili si fermerà a 227: 52 balene Minke, 150 balenottere di Bryde, 25 balenottere boreali.

Il settore del commercio della carne di balena, in ogni caso, è tutt’altro che in crescita. Di conseguenza, non è chiaro perché il Paese abbia insistito così tanto per riprendere queste attività.

Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.