
La nuova fiammata africana in arrivo sull’Italia non porterà soltanto temperature da piena estate.
Secondo gli esperti, il caldo anomalo previsto già da questa settimana potrebbe avere effetti importanti anche sull’ambiente e sugli ecosistemi urbani.
Con picchi che localmente potrebbero raggiungere i 35 gradi, il brusco aumento delle temperature rischia infatti di accelerare il risveglio dei cosiddetti “insetti alieni”.
Si tratta di specie invasive non autoctone che negli ultimi anni si sono diffuse sempre di più anche nel nostro Paese.
Tra quelle considerate più problematiche ci sono la cimice asiatica, la vespa velutina e il coleottero giapponese.
Normalmente questi insetti completano il loro ciclo di sviluppo più avanti nella stagione, spesso tra giugno e luglio.
L’arrivo anticipato del caldo, però, cambia completamente i tempi biologici.
Gli insetti, essendo organismi a sangue freddo, dipendono infatti dalla temperatura esterna per attivare metabolismo e riproduzione.
Con il clima quasi estivo previsto nei prossimi giorni, molte specie potrebbero iniziare prima del previsto la fase di accoppiamento e deposizione delle uova.
Secondo gli specialisti, questo potrebbe provocare una proliferazione molto rapida difficile da contenere.
A preoccupare sono soprattutto gli effetti su orti, giardini, terrazzi e coltivazioni agricole.
Le piante, già stressate dal caldo e dalla scarsità d’acqua, diventano infatti più vulnerabili agli attacchi degli insetti.
Foglie e germogli giovani rappresentano uno degli obiettivi principali delle specie invasive.
Gli esperti invitano comunque a evitare interventi aggressivi con pesticidi o sostanze chimiche durante le ore più calde.
L’uso scorretto di insetticidi con temperature elevate potrebbe danneggiare ulteriormente le piante attraverso fenomeni di fitotossicità.
Il consiglio è monitorare la vegetazione soprattutto nelle ore fresche della giornata e preferire trattamenti biologici e preventivi.
Negli ultimi anni il cambiamento climatico e gli inverni sempre più miti hanno favorito la diffusione di molte specie invasive anche in Italia.
Le ondate di caldo precoce, come quella prevista in questi giorni, rischiano ora di accelerare ulteriormente il fenomeno.